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Redazione
ANNO XIVdomenica 13 Settembre 2026
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Prima Pescaglia: “Nuova scuola, opera non ultimata che stride con architerttura del borgo”

Il gruppo consiliare di minoranza “Prima Pescaglia” interviene con una nota critica dopo il taglio del nastro della nuova scuola Piegaio-Trebbio.

“Ieri si è tenuta l’inaugurazione del nuovo polo scolastico di Piegaio e Trebbio e, com’è giusto che sia, è stata una giornata di festa, perché una nuova struttura scolastica è sempre un’ottima notizia per studenti e insegnanti – esordisce il gruppo -. Come consiglieri di Prima Pescaglia siamo sempre stati favorevoli alla costruzione di una nuova scuola, ma ciò a cui ci siamo sempre opposti è la scelta di aver sostituito la vecchia struttura, ben integrata nel contesto storico della valle, con la realizzazione di un’opera che stride con la pietra e le tradizioni architettoniche del borgo e così fortemente sovradimensionata rispetto alle reali esigenze del territorio”.

“Un conto è la cerimonia di facciata – incalzano i consiglieri -, con il taglio del nastro per una “fine lavori” mascherata e il rinfresco tra tartine e frizzantini a uso e consumo delle foto di rito, e un’altra è la realtà. Martedì alunni e docenti si troveranno di fronte a una scuola visibilmente non pronta. Parliamo di una struttura che al momento è priva di porte interne, con il piano superiore inaccessibile, senza palestra, senza recinzione perimetrale, con gli spazi esterni inagibili e priva di parcheggi per le famiglie, il personale e le persone con disabilità”.

“Nel retro – osserva la minoranza – stazionano ancora i prefabbricati di cantiere con materiale da costruzione accatastato, i pannelli fotovoltaici non ancora montati, mentre a coronare questo quadro surreale svetta una gru proprio sopra il tetto dell’istituto. Aprire le lezioni all’interno di un cantiere ancora pienamente operativo significa esporre ragazzi, docenti e personale a disagi e a incognite per la loro incolumità”.

“A questo punto – affonda l’opposizione -, persino le opinabili scelte estetiche e i costi spropositati dell’opera passano in secondo piano rispetto alla situazione che l’amministrazione ci ha presentato, e ci domandiamo se non sarebbe stato più sensato far partire le lezioni a lavori totalmente ultimati. Ormai il dado è tratto. Trascorse le celebrazioni e in attesa che vengano ultimati i lavori, resta da affrontare il nodo più complesso, ovvero il futuro di questa struttura. Parliamo di un’opera costata oltre cinque milioni di euro, il cui avvenire rischia di essere compromesso se l’amministrazione non metterà in campo un piano concreto per ripopolare le nostre valli e montagne”.

“È un impegno finora ignorato da chi governa il territorio – attaccano i consiglieri -, ma si tratta di un obiettivo strategico raggiungibile solo garantendo servizi efficienti, migliorando i trasporti e valorizzando la bellezza unica della nostra terra, incastonata tra mare, montagna e la splendida Lucca, nel segno della storia e di Giacomo Puccini”.

“Senza una visione di questo tipo – conclude Prima Pescaglia -, una struttura di queste dimensioni avrà purtroppo gli anni contati e sarebbe il più grande fallimento per un’amministrazione che ha preferito, per oltre dodici anni, tenere la testa sotto la sabbia”.

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