In occasione di “Fioriture di Primavera” (16-17 maggio), primo appuntamento del progetto “In rete per San Romano in Garfagnana”, La Gazzetta del Serchio ha intervistato la sindaca di San Romano Raffaella Mariani, per approfondire la visione che sta alla base dell’iniziativa e del più ampio percorso di rigenerazione territoriale promosso dal comune.
Al centro del dialogo la trasformazione della stazione ferroviaria di Villetta in nuovo spazio culturale e di comunità, il valore del turismo lento lungo la storica tratta Lucca-Aulla e la volontà di creare eventi capaci di mettere in relazione natura, associazionismo, commercio locale e partecipazione.
Un confronto che racconta non solo il programma del festival, ma anche un’idea di territorio fondata su sostenibilità, collaborazione e valorizzazione dell’identità della Garfagnana.
Perché avete scelto di partire proprio da “Fioriture di Primavera”?
“Perché rappresenta, in modo molto naturale, l’identità del nostro territorio: la biodiversità, il paesaggio, il rapporto con la natura e quella dimensione lenta e autentica che caratterizza la vita in Garfagnana. La primavera è il momento in cui la natura si risveglia e il territorio torna ad essere vissuto pienamente, diventando il punto di partenza ideale per inaugurare questo nuovo percorso”.
Perché il titolo “In rete per San Romano in Garfagnana”?
“Perché racconta il vero significato dell’iniziativa: creare connessioni tra associazioni, imprese, attività commerciali, cultura, turismo e comunità locale, costruendo una collaborazione concreta e duratura. Non volevamo realizzare un singolo evento isolato, ma avviare un percorso condiviso con una prospettiva permanente di medio-lungo periodo, capace di valorizzare le diverse anime del territorio”.
In cosa consiste l’iniziativa?
“Da maggio a novembre il comune ospiterà cinque week-end tematici, ciascuno dedicato ad aspetti differenti dell’identità locale — dalla natura alla cultura, passando per l’enogastronomia fino all’immaginario fantasy — con l’obiettivo di animare il territorio in modo diffuso e creare occasioni di incontro, partecipazione e sviluppo per tutta la comunità”.
Che valore ha la rigenerazione di una stazione ferroviaria, come quella di Villetta, in luogo culturale?
“La stazione di Villetta-San Romano è un luogo profondamente simbolico per il nostro territorio. Per anni le stazioni ferroviarie sono state percepite soprattutto come spazi di passaggio; oggi vogliamo che tornino ad essere luoghi vissuti, capaci di generare incontro, relazione, cultura e socialità. Rigenerare uno spazio come questo significa restituirgli una funzione contemporanea, aperta soprattutto ai giovani, alle associazioni, ai visitatori e alla comunità locale, trasformandolo in un punto di riferimento attivo per il territorio”.
C’è poi un valore ulteriore legato alla storica tratta ferroviaria Lucca-Aulla…
“Sì. Da sempre la tratta rappresenta un collegamento importante tra paesi, persone e territori della valle. Il fatto che “Fioriture di Primavera” inviti il pubblico a raggiungere l’evento in treno non è soltanto un aspetto logistico, ma anche un messaggio culturale: promuovere un modo diverso di vivere il viaggio e il territorio, più lento, sostenibile e attento all’esperienza del paesaggio”.
Quanto conta, oggi, creare eventi che uniscano natura, commercio e comunità?
“Credo sia fondamentale. I piccoli territori, oggi, hanno bisogno di creare connessioni e occasioni condivise. Un evento funziona davvero quando riesce a generare collaborazione tra enti pubblici, associazioni, attività commerciali e cittadini. “Fioriture di Primavera” nasce proprio con questa idea: valorizzare il territorio non solo dal punto di vista turistico, ma anche umano e sociale, creando opportunità per le attività locali e momenti di partecipazione per la comunità”.
Perché i temi della lentezza e del turismo sostenibile sono importanti per un borgo come San Romano?
“Perché la Garfagnana non è un territorio da consumare velocemente. È un luogo che va attraversato con calma, ascoltato e vissuto nei suoi dettagli: i sentieri, i borghi, le relazioni, i prodotti locali, i paesaggi. Oggi sempre più persone cercano esperienze autentiche e sostenibili, lontane dal turismo di massa, e noi crediamo che questo territorio abbia tutte le caratteristiche per offrire proprio questo tipo di esperienza”.
Questo è il primo di cinque appuntamenti: che direzione volete dare al progetto?
“Vorremmo costruire un percorso stabile, capace di crescere nel tempo e di valorizzare le diverse anime del territorio attraverso temi differenti. L’idea è quella di creare una rete sempre più forte tra cultura, natura, commercio e associazionismo, utilizzando gli spazi rigenerati della stazione come punto di riferimento per nuove progettualità coinvolgendo le piccole imprese locale alle quali va il nostro aiuto e supporto”.
Cosa aspettarci, nel concreto?
“Ci interessa soprattutto creare eventi che abbiano qualità, identità e capacità di coinvolgere pubblici diversi, facendo conoscere il nostro territorio anche a chi ancora non lo ha scoperto. Crediamo infatti che le aree interne debbano essere considerate spazi ricchi di cultura, paesaggio, relazioni e possibilità, capaci di costruire nuove forme di attrattività e futuro partendo proprio dalla loro autenticità”.