Il Saint Patrick’s Day, il 17 marzo, viene festeggiato in tutte le birrerie e pub italiani. È una delle feste nazionali più conosciute. E la nazione, in questo caso, è l’Irlanda.
Anche il nostro pub irlandese, il “Grind House” a Castelnuovo di Garfagnana, non è da meno. Qui la festa viene organizzata da 16 anni, tanti quanti ne ha il locale che li ha compiuti da poco. Addirittura, nella sua insegna, c’è proprio la bandiera irlandese.
Ogni anno arrivano gruppi che presentano musiche irlandesi, ma quest’anno il complesso “The Golden Snake, irish trad & much more” (come si legge nel manifesto) ci ha davvero fatto rivivere le atmosfere dei migliori pub irlandesi, con la loro musica, gli strumenti musicali particolari e ovviamente il violino e il flauto.
Chiaramente non sono mancate le canzoni irlandesi più famose, come “Mooly Malone” e “The Wild Rover” e brani tradizionali contro la guerra. I musicisti che hanno dato vita alla serata sono: Flavio Iacopi, al violino, Tiziano Gonnella, alle percussioni & bodharn, Lorenzo Del Grande, al clarinetto e Igor Vazzaz, alla voce (davvero grandiosa) e alle chitarre. Tutti di origini nostrane (insomma, della provincia di Lucca). Hanno suonato per quasi tre ore musica, per me, fantastica. Mi è sempre piaciuta la musica irlandese, tanto che i Pogues sono stati uno dei miei gruppi preferiti. Erano molto famosi negli anni ’80/’90, con il loro leader – un mix di bravura e sregolatezza – Shane MacGowan, scomparso alla fine del 2023.
Lo stesso Bruce Springsteen – che, chi mi legge, sa essere il mio idolo – ha origini irlandesi da parte di padre; la madre, invece, era figlia di immigrati italiani. Il Boss è da sempre molto legato all’Irlanda, tanto che uno dei suoi dischi dal vivo più belli è “Bruce Springsteen with the Sessions Band: Live in Dublin”, dove mischia le sonorità della musica folk e gospel americana con quella irlandese, in una specie di ritorno alle origini.
Nel 2024 sono andata a Dublino ad un suo concerto, che annoverò come brano di chiusura “A Rainy Night in Soho” dei Pogues (1986) scritto da Shane MacGowan – l’autore e leader della band irlandese. Questo brano verrà pubblicato in un disco di tributo ai Pogues e in memoria di Shane MacGowan, “20th Century Paddy – The Songs Of Shane MacGowan”, in uscita a novembre con la presenza di cantanti e autori legati alla band come Nick Cave, Tom Waits, Steve Earle, Hozier, Glen Hansard, Dropkick Murphys e gli stessi Pogues, rimasti orfani del suo leader, insieme a numerosi altri musicisti della scena irlandese e internazionale.
Il 50 per cento delle royalties degli artisti sarà devoluto alla Dublin Simon Community per fornire alloggi salvavita e assistenza sanitaria ai senzatetto. Lo ha appena postato su social Glen Hansard, musicista irlandese vincitore di un Oscar per la miglior canzone originale nel 2008 con il brano “Falling Slowly”, tratto dal film Once, sempre legato all’italia, e a Lucca in particolare, tanto che vi ha tenuto un concerto privato pochi giorni fa (purtroppo non c’ero!).
Ma torniamo al Saint Patrick’s Day. La festa nasce in Irlanda come ricorrenza religiosa dedicata a San Patrizio, il santo patrono del paese; ma, nel tempo, si è trasformata in una grande festa culturale che celebra l’identità irlandese con musica, colori e tradizioni.
San Patrizio era un missionario cristiano vissuto tra il IV e il V secolo. Secondo la tradizione, fu lui a diffondere il cristianesimo in Irlanda. Una leggenda molto famosa racconta che utilizzasse il trifoglio per spiegare il concetto della Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo). Per questo il trifoglio è diventato uno dei simboli principali della festa, insieme al colore verde.
Questa festa è celebrata principalmente nei paesi dove esistono grandi comunità di origine irlandese come gli Stati Uniti dove, ad esempio, la festa è diventata enorme. La città di New York ospita una delle parate più famose del mondo, iniziata nel 1762 e considerata la più antica parata di San Patrizio. Migliaia di persone sfilano con musica, cornamuse e abiti verdi. Anche a Chicago esiste una tradizione molto particolare: il fiume della città viene colorato di verde per celebrare la festa. Non possono mancare il Canada, l’Australia e il Regno Unito dove la giornata è celebrata con parate, concerti e feste.
In Irlanda, soprattutto a Dublino, la celebrazione dura diversi giorni. Il Festival di San Patrizio comprende sfilate spettacolari, spettacoli di strada, concerti e eventi culturali. Tutta la città si riempie di persone vestite di verde, con cappelli da leprechaun (i folletti mitologici irlandesi) e decorazioni a tema.
Inoltre, molti monumenti nelle città di tutto il mondo vengono illuminati di verde, in onore alla festa irlandese.
Anche in Italia la festa di San Patrizio è diventata sempre più popolare negli ultimi anni, non per il significato religioso ma più godereccio: la festa si svolge nei pub irlandesi che organizzano serate speciali con musica dal vivo, birra scura (come la famosa Guinness) o bionda, colorata di verde per l’occasione, associata piatti tipici irlandesi.
Lo spezzatino proposto dal Grind House rievocava davvero i sapori d’Irlanda, a detta di alcuni irlandesi presenti. Non c’è vera festa, però, se non si contribuisce mettendosi qualcosa di verde addosso. E Federico Magagnini, il titolare del pub, ha fornito a tutti delle magliette verdi con i simboli irlandesi per l’occasione.
Seguitemi nella mia rubrica “Il teatro è servito”, ovviamente insieme a tutto quanto fa spettacolo… Infatti non trovate solo teatro, ma anche molta musica. E, in questo caso, quella irlandese proposta dai ‘The Golden Snake’ per San Patrizio al ‘Grind House Pub’.









