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Redazione
ANNO XIVlunedì 10 Agosto 2026
borgo a mozzano

San Romano, una piccola comunità che ha saputo ridare vita al paese

Devo partire da una piccola confessione: pur conoscendo da tanti anni il territorio del comune di Borgo a Mozzano, non avevo mai avuto modo di conoscere veramente San Romano. Oggi, visitando questa piccola frazione, mi sono reso conto che era una mancanza alla quale valeva davvero la pena rimediare.

Ho trovato un borgo piccolo, con appena 50-60 abitanti, ma vivo, accogliente e soprattutto capace di fare comunità. Uno di quei luoghi che dimostrano come il valore di un paese non si misuri dal numero dei suoi abitanti, ma dalla capacità delle persone di stare insieme, collaborare e prendersi cura le une delle altre.

Uno degli esempi più significativi è la recente costituzione della Cooperativa sociale di comunità “Cuore”, nata con l’obiettivo di mantenere vivi questi piccoli paesi e offrire servizi concreti alle persone. Visitando il circolo, luogo accogliente e punto di riferimento per la comunità, ho potuto conoscere più da vicino le tante attività portate avanti dai soci della cooperativa: dall’assistenza domiciliare al supporto nelle necessità quotidiane, fino ai servizi legati al ritiro e alla consegna dei farmaci.

Ma prendersi cura di una comunità significa anche prendersi cura del territorio. E a San Romano questo si vede. Importante è il lavoro dedicato alla manutenzione e al recupero della sentieristica e delle antiche vie di collegamento. Fra queste c’è la vecchia mulattiera che collega Turritecava a San Romano, recentemente recuperata e restituita alla comunità. Non soltanto un sentiero, ma un pezzo della storia e della memoria di questi luoghi, che può rappresentare anche un’opportunità per far conoscere il borgo a chi ama camminare e scoprire il nostro territorio.

Passeggiando per San Romano colpiscono le piccole viuzze ordinate e ben tenute, gli angoli curati e l’attenzione riservata agli spazi comuni. Tutto questo testimonia l’impegno degli abitanti, ma anche l’attenzione dell’amministrazione comunale e una positiva collaborazione fra istituzioni, cooperativa, associazioni e volontari.

La mia visita è coincisa con una giornata di festa dedicata anche a un prodotto semplice e antico della nostra terra: la patata. Un’occasione che ha saputo unire tradizione agricola, convivialità e voglia di stare insieme. Lungo le vie del borgo erano presenti diversi stand con prodotti ed elaborati artigianali. Fra questi spiccava quello dell’Istituto Tecnico Agrario “Nicolao Brancoli Busdraghi” di Lucca, presente con le proprie produzioni e, in particolare, con diverse varietà di patate. Ho particolarmente apprezzato questa presenza. Vedere una scuola uscire dalle proprie aule, incontrare una piccola comunità e mostrare concretamente il proprio lavoro significa mettere insieme giovani, agricoltura, territorio e futuro.

Non è mancato il momento religioso. Proprio il 9 agosto, giorno nel quale la Chiesa ricorda San Romano martire, don Francesco ha celebrato la Santa Messa in onore del santo al quale il paese deve il proprio nome. Secondo l’antica tradizione, San Romano era un soldato romano che, profondamente colpito dalla testimonianza di fede di San Lorenzo durante il suo martirio, chiese di ricevere il battesimo. La sua professione di fede cristiana lo condusse a sua volta al martirio. Una storia lontana nel tempo che continua a vivere nella devozione della comunità che porta il suo nome.

Significativa anche la presenza del sindaco, che ha dato ulteriore ufficialità alla celebrazione religiosa e alla giornata di festa, condividendo con gli abitanti un momento importante per la vita della frazione. Ad allietare la manifestazione è stata inoltre la musica della Merciful Band della Misericordia di Borgo a Mozzano, la “banda dei Misericordiosi”, che ha accompagnato con la propria musica i diversi momenti della giornata.

Ma ciò che forse mi ha colpito maggiormente è stata la capacità di questa piccola comunità di costruire collaborazioni con tante associazioni e realtà del territorio. Credo che sia proprio questa una delle strade attraverso le quali i nostri piccoli borghi possono continuare a vivere: non chiudersi, ma fare rete, unire le forze, recuperare ciò che appartiene alla propria storia e, soprattutto, continuare a garantire quei piccoli servizi che diventano fondamentali per chi sceglie di rimanere a vivere in montagna.

San Romano dimostra che i piccoli paesi non sono necessariamente destinati a scomparire. Quando ci sono persone che hanno ancora voglia di mettersi insieme, quando si recuperano un sentiero e una vecchia mulattiera, quando si mantiene aperto un luogo di incontro, quando ci si organizza per portare un farmaco o dare una mano a chi ne ha bisogno, allora anche un paese di poche decine di abitanti può guardare al futuro.

Sono arrivato a San Romano con la curiosità di chi scopre un luogo del proprio comune che, devo ammetterlo, conosceva troppo poco. Sono tornato con la consapevolezza di aver conosciuto una piccola, grande comunità.

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