Per don Angelo Ferrera, che ha organizzato e vissuto il Grest 2026, è difficile trovare parole adeguate se non “Che meraviglia” per descrivere le quattro settimane appena trascorse. Un’esperienza che ha trasformato l’estate in un momento di crescita, amicizia e condivisione per 180 bambini seguiti da ben 120 tra animatori e aiuto-animatori. Un grandissimo gruppo che ha riempito l’oratorio dal 29 giugno al 25 luglio di giochi, allegria e sorrisi.
Accanto alle tradizionali attività dedicate ai bambini delle scuole elementari, quest’anno ha riscosso particolare successo il progetto degli Animation Group, rivolto ai ragazzi delle scuole medie e pensato per offrire un percorso adatto alla loro età. Troppo grandi per vivere il Grest come semplici partecipanti, ma ancora in cammino verso il ruolo di animatori, una cinquantina di adolescenti hanno preso parte a una sfida ispirata al format televisivo “Amici”, trasformata in un’occasione per mettere alla prova creatività, spirito di squadra e talento.
I ragazzi sono stati divisi in due squadre, gialla e blu, guidate da sei coach scelti tra le animatrici più grandi. Per tre giovedì sera le due formazioni si sono confrontate attraverso cinque prove: recitazione, canto, danza, ballo di gruppo ed esibizione dei coach. Ogni serata è stata dedicata a un tema diverso: San Francesco, l’intelligenza artificiale e, nell’ultimo appuntamento prima della finale, la riproposizione libera delle performance migliori delle settimane precedenti. A giudicare le esibizioni una giuria diversa per ogni serata, chiamata a esprimere valutazioni e commenti. La squadra blu aveva conquistato le prime due sfide e si è presentata alla finale con un piccolo vantaggio. Ma proprio nell’ultima serata è arrivata la rimonta della squadra gialla che, grazie ai punteggi ottenuti nelle prove conclusive, è riuscita a ribaltare la classifica e a conquistare la vittoria finale del percorso.
Ciò che rimane di tutto questo è il valore educativo dell’iniziativa “Dopo tre anni che sono qua non ho mai visto alcuna divisione tra i ragazzi – ha raccontato don Ferrera – È stato un gruppo molto unito, senza litigi, con una continua attenzione verso chi aveva più bisogno. Avevamo diversi bambini con fragilità e gli animatori li hanno accolti senza soffermarsi sulle differenze. È il frutto del percorso di formazione che svolgiamo durante l’inverno e quest’anno ne abbiamo visto davvero i risultati”.
Don Angelo ha voluto sottolineare anche la portata dell’impegno che ha significato per gli animatori e aiuto-animatori che hanno dedicato intere giornate estive al Grest permettendone la riuscita.
“Sacrificano otto ore al giorno delle loro vacanze – spiega il sacerdote – Cosa li motiva? Per noi la risposta è Gesù, il desiderio di cercare la felicità e la pienezza della vita attraverso il servizio agli altri.”
Un messaggio che va anche oltre il Grest stesso: “I giovani vengono spesso criticati – conclude – ma quando vengono accompagnati da adulti credibili e presenti riescono a dare risposte straordinarie. Quello che spesso manca non sono i ragazzi, ma adulti capaci di guidarli. Quando però incontrano adulti così, i giovani dimostrano di avere energie, sensibilità e generosità che sanno sorprendere”.
Quattro settimane intense di gioco, attività creative, momenti di condivisione hanno dato vita a molto più di un semplice ricordo estivo: a un momento di crescita e educazione. Un’esperienza di formazione in grado di creare relazione autentiche in cui sentirsi accolti e valorizzati.




