Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di FP Cgil Lucca riguardante l’episodio che ha visto una professionista sanitaria dell’ospedale di Barga che si è ritrovata davanti casa propria un paziente di psichiatria che aveva visitato in precedenza:
“La Funzione pubblica FP CGIL di Lucca esprime piena solidarietà alla professionista sanitaria che ha avuto il coraggio di rendere pubblica una situazione di forte esposizione e vulnerabilità legata al lavoro nella salute mentale, ed è a disposizione per offrire a lei, ma anche ad eventuali altri lavoratori che avessere sperimentato esperienze analoghe, un supporto tramite le proprie strutture territoriali e le delegate e i delegati sul luogo di lavoro.
Quanto accaduto non è un fatto isolato, ma un sintomo di un sistema in grave sofferenza.
La FP CGIL denuncia la violenza contro gli operatori sanitari, specialmente in sanità mentale, psichiatria e nei servizi per i più fragili, evidenziando migliaia di aggressioni (verbali e fisiche) annue, spesso verso donne. Episodi legati a carenza di personale, disservizi e conseguenti frustrazioni, per cui la FP Cgil chiede misure urgenti, come l’aumento del personale e la formazione per la gestione dei conflitti, con l’obiettivo di tutelare chi si prende cura di altri. Il diritto alla sicurezza è un diritto inviolabile e alla base della società civile.
Dietro ai servizi ci sono persone, donne e uomini, donne sole. Le parole della professionista sono parole di solitudine sussurrata. Una solitudine che non possiamo non denunciare e trasformare in grido di allarme. Trauma, paura, trappola, solitudine, sono parole con un peso ancora più grande quando a pronunciarle sono le donne che curano. E allora ritorna la domanda, chi cura chi cura?
Oggi in Italia oltre una persona su sei presenta un disagio psicologico significativo, mentre i servizi di salute mentale restano cronicamente sottofinanziati. La legge di bilancio 2025–2026 non prevede investimenti strutturali adeguati sulla salute mentale pubblica, né risorse specifiche per la tutela psicologica e la sicurezza di chi lavora nei servizi sanitari e sociosanitari. Denunciamo quindi con forza una scelta politica che continua a trattare la salute mentale come un tema residuale, affidato alla buona volontà dei singoli operatori e operatrici. Senza investimenti, senza assunzioni, senza tutela, il rischio viene scaricato interamente su chi lavora.
A pagare il prezzo più alto sono le donne della sanità, che rappresentano la maggioranza del personale nei servizi di cura e che risultano più esposte a stress, burnout, aggressioni e sovraccarico emotivo. I dati parlano chiaro: oltre il 30% delle operatrici sanitarie manifesta sintomi di ansia o depressione, in un contesto di carenza di personale, turni insostenibili e assenza di spazi di supporto psicologico.
La FP CGIL Lucca chiede quindi con urgenza:
– l’istituzione di reti di protezione immediate, finanziamenti dedicati e vincolati alla salute mentale nella prossima manovra economica; assunzioni stabili nei servizi territoriali e ospedalieri;
– dispositivi di tutela, supervisione e supporto psicologico per le lavoratrici e i lavoratori della sanità;
– il riconoscimento della salute mentale come priorità di sanità pubblica e di sicurezza sul lavoro.
La salute mentale non può restare fuori dalla legge di bilancio. Ignorarla significa mettere a rischio chi cura e chi viene curato.
lettera