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Redazione
ANNO XIVvenerdì 16 Ottobre 2026
speciale serchio

“Una passeggiata sulle rive del Serchio: tra ricordi, emozioni, sapori e speranze”

Riceviamo e pubblichiamo questo gradito contributo di un nostro lettore, Giorgio Franchi, allo “Speciale Serchio” lanciato da La Gazzetta del Serchio per omaggiare e raccontare il fiume che attraversa la nostra valle:

“Buongiorno,

Ho letto con molto interesse la bella iniziativa “Speciale Serchio” promossa dal vostro giornale e vorrei proporvi un mio contributo.

La fotografia è una passione che mi accompagna da sempre. Tempo fa mi sono dedicato ad immortalare alcuni momenti particolari lungo le sponde del nostro fiume. Da questo percorso è nato un libro fotografico intitolato “Il Parco Fluviale del Fiume Serchio”, creato per raccogliere questi scatti ed evitare che finissero nel dimenticatoio (le immagini sono visibili anche sul mio sito web).

Apprezzando molto la vostra iniziativa, desidero partecipare inviandovi la foto di copertina del libro e un breve testo che rievoca le emozioni e i momenti speciali vissuti lungo il fiume.

La fotografia è l’espressione del mio stato d’animo e segue i percorsi imprevedibili dei miei umori, mai costanti.

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Prediligo il paesaggio. Il paesaggio non in quanto tale, non fine a se stesso, ma il paesaggio come sguardo inconscio sul mondo. Mi interessa assaporare l’aria che mi circonda. È il contesto, che mi coinvolge. È la visione, che cerco. È la luce, che voglio! Pochi segni in ampi spazi per creare composizioni oniriche e gentili della natura che mi circonda.

Una passeggiata sulle rive del Serchio, apparentemente banale ed ingenua, diventa per me percorso di vita. Racchiude i ricordi, le emozioni, i sapori e le speranze di un’intera esistenza. Un cammino nella natura ripetuto decine di volte in tempi diversi, sempre uguale e mai uguale. Acqua che scorre, ora vellutata e pacifica, ora increspata ed impetuosa, ora triste ed incolore, ora schiumosa e sfavillante. Nuvole nel cielo sempre un po’ imprevedibili e goffe. Uccelli che si rincorrono nello spazio lontano.

Poi la Luce! La luce mutevole, ora dopo ora, minuto dopo minuto. La luce che plasma e disegna ogni cosa. La luce che crea le immagini. Elementi primitivi e puri e movimenti antichi come il volo degli uccelli, per raccontare il mio stato d’animo, spiando da una piccola fessura affacciata sul mondo: l’obiettivo di una macchina fotografica”.

Giorgio Franchi

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