Il mare, la famiglia, la speranza. Sono questi alcuni dei tòpos che ricorrono nella poetica dell’autrice – genovese di origine, ma garfagnina nell’anima (e, in parte, nel sangue).
Quindi il tema del soprannaturale: ovvero tutto ciò che è invisibile agli occhi ma che, come rivela Il Piccolo Principe, è l’essenziale in questa vita. Il percepito. Ciò che va oltre i cinque sensi. Lo strattone che si avverte ad ogni bivio. L’epifania.
Elena Magnani pesca dal suo “baule” frammenti di un’esistenza – talora vissuta, talora ispirata – e ne compone un romanzo che arriva al cuore dei lettori: “Spuma di Mare“, la sua ultima fatica per Giunti Editore, l’atteso sequel del suo best-seller, “Mare avvelenato“, andato a ruba già nelle prime settimane dopo l’uscita.
La scrittrice è stata ospite oggi, in sala “Vladimiro Zucchi” a Migliano, della rassegna “La Biblioteca si Racconta” promossa dal comune di Fosciandora e dalla biblioteca locale, con il supporto della pro loco e il contributo del consiglio della Regione Toscana.
Roma, Messina. Queste le città al centro dell’ultimo capitolo della fortunata saga della famiglia Mazzeo. Sullo sfondo, ancora la guerra mondiale. Non la seconda de “La Segnatrice“, ma la prima. Quella con il fronte lontano. Dove gli orrori filtravano tra le righe delle lettere sottoposte a censura.
Una maledizione che sembra protrarsi. Quella del protagonista, Tomaso, che un po’ lo sprona, un po’ lo giustifica e un po’ lo debilita. Lui, partito controvoglia per la guerra, con spirito missionario e carattere iper-protettivo, si ritrova ad affrontare un conflitto parallelo e, per certi versi, più drammatico: quello al virus della Spagnola.
E poi il terremoto di Messina. Le macerie di un passato che ha lasciato cicatrici indelebili in chi lo ha vissuto. Lo spettro di Rosetta, la sorellina, che continua ad aleggiare nel presente. Come un segno premonitore. Un miraggio. Una luce in fondo al tunnel.
Non c’è la Garfagnana in questo libro, ma è come se ci fosse. Perché è ormai nella penna di Elena, che ha messo definitivamente le radici in questa terra. E come niente cresce su un terreno poco fertile, così abbondanti raccolti promette un suolo fecondo.
Foto di Roberto Bechelli
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“Spuma di Mare”, il sequel di Elena Magnani: la scrittrice si racconta a cuore aperto a Migliano
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