Inaugurata ieri sera la mostra delle fotografie tratte dall’Archivio di Giacomo Amaducci ed ispirata al tema dell’evoluzione dell’immagine e della vita sociale della donna a Borgo a Mozzano dal 1850 al 1960. Una bella iniziativa inserita nell’ambito del Teatro di Verzura, e che resterà fruibile fino al 30 giugno all’interno dei giardini dell’ex Convento delle Oblate. Tanti gli ospiti intervenuti alla serata, invitati e coordinati dall’ideatrice della mostra, Gabriella Fancelli, e numeroso anche il pubblico, incuriosito di rivedere familiari e conoscenti, in qualche caso anche rivedersi nelle fotografie. L’archivio di Giacomo Amaducci rappresenta una raccolta praticamente infinita e questa mostra è semplicemente un piccolo esempio ma, come si è auspicato nel corso della serata, nell’immediato futuro si potrà pensare a creare una sorta di museo della memoria.
Gabriella Fancelli, introducendo gli ospiti, ha voluto ringraziare quanti hanno contribuito, a cominciare da Giacomo Amaducci, dall’amministrazione comunale e dagli uffici e tecnici, la Biblioteca di Cune e la Misericordia di Borgo a Mozzano. Sono seguiti gli interventi del sindaco Patrizio Andreuccetti, degli ex sindaci Francesco Poggi e Gabriele Brunini, dello stesso Amaducci, che ha raccontato e spiegato diverse delle fotografie, quindi le altre gradite ospiti, Lorena Mariani e l’avv. Carla Guidi. Tutti hanno plaudito all’iniziativa che non un semplice esercizio artistico ma un memoria storica e sociale della vita e dell’evoluzione della donna nel tessuto del territoriale: una donna sempre perno della vita familiare, soprattutto in momenti difficili come quello bellico, figura che si è evoluta con gli anni, e lo dimostrano le stesse immagini visibili nella mostra.





