“È di ieri la denuncia, riportata dalla stampa locale, di una famiglia composta da quattro persone – due figli e i due genitori disabili – a cui è stata assegnata una casa ERP inadeguata alle loro necessità specifiche. La casa è talmente piccola (poco più di 35 metri quadri) che non permette la mobilità del padre, invalido al 100 per cento, sulla sedia a rotelle. In quattro in quell’appartamento è impossibile vivere” dichiara in una nota Francesca Trasatti, candidata al consiglio regionale per Toscana Rossa.
“Questa storia – dice la candidata – è la stessa di tante altre famiglie che sulla provincia di Lucca vedono assegnarsi case ERP inadeguate alla composizione del nucleo familiare, oppure in condizioni di manutenzione disastrosa. Situazioni che conosciamo bene perché come Potere al Popolo Lucca e Versilia siamo presenti nei quartieri e le tocchiamo con mano, fuori dalle elezioni”.
“In un contesto di progressiva gentrificazione e di svendita del centro e dei quartieri un tempo popolari al mercato del turismo – afferma Trasatti -, che sempre di più stanno trasformando il centro storico in un parco giochi, la situazione delle possibilità abitative è sempre più grave”.
“Di fronte a questo processo le responsabilità politiche sono enormi e vanno dal locale al regionale che non ha mai investito realmente su una rivoluzione del sistema di edilizia popolare. Fa sorridere amaramente che Graziani del Partito Democratico, partito che è al governo della Regione da ormai tempo immemore, parli della necessità di un piano regionale per il diritto all’abitare e di risposta all’emergenza sociale. Chi avrebbe dovuto intervenire in questi anni con la riqualificazione degli immobili sfitti, la messa in sicurezza, la ristrutturazione energetica, l’aumento delle superfici minime di abitabilità?” continua Trasatti.
“Garantire il diritto all’abitare significa dare risposta alla marginalizzazione delle fasce più fragili della popolazione e, contemporaneamente, avviare processi che garantiscono la sicurezza sociale, aumentando i diritti di tutti” conclude.