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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
pescaglia

Un murales per don Aldo Mei: il parroco che trasformò Fiano in un rifugio di speranza

“Muoio travolto dalla tenebrosa bufera dell’odio, io che non ho voluto vivere che per l’amore. Deus Charitas est, e Dio non muore. Non muore l’amore. Muoio pregando per coloro stessi che mi uccidono. Muoio vittima dell’odio che tiranneggia e rovina il mondo, muoio perché trionfi la carità”.

Queste furono le ultime parole scritte da Don Aldo Mei sulle pagine bianche del breviario e sulla parte interna di una busta, indirizzate ai genitori e al ragazzo ebreo che aveva ospitato.

Nato nel 1912 a Ruota, a Capannori, Don Aldo Mei entra all’età di quattordici anni in seminario e viene incaricato sacerdote nel 1935. Poco dopo viene inviato come parroco a Fiano di Pescaglia, una comunità povera e raccolta, dove organizza attività di Azione Cattolica, aprendo un asilo per i bambini e rendendo la canonica un luogo di accoglienza per chiunque avesse bisogno.

Con l’occupazione tedesca, Don Aldo Mei ha nascosto ebrei come Adolfo Cremisi, offre riparo a sfollati, partigiani, militari e perseguitati politici durante la Seconda Guerra Mondiale, trasformando Fiano in un rifugio di speranza. Il 2 agosto del 1944, viene arrestato dai fascisti e consegnato ai tedeschi per le azioni compiute e per aver nascosto una radio, anche non funzionante. Dopo i vani sforzi dell’arcivescovo di Lucca e un processo sommario, il 4 agosto viene fucilato presso Porta Elisa, a Lucca, scavando la sua stessa fossa.

Da quel giorno, è diventato simbolo di resistenza e di carità. La sua salma è conservata a Fiano, dove sono custoditi anche gli oggetti che indossava al momento della fucilazione: occhiali, camicia e cappello, reliquie di una vita donata fino all’estremo.

Il rapporto tra Don Mei e Fiano è profondo e vivo ancora oggi. Non solo perché fu il parroco del paese, ma perché ha lasciato un segno nella comunità, insegnando la solidarietà, il sacrificio e il dolore.

Questa mattina, è stato inaugurato un murales in sua memoria, alla canonica di Fiano. L’opera, realizzata dagli studenti del Liceo “Passaglia”, racconta con arte il suo coraggio e la sua volontà religiosa. Fa parte del progetto “Bene, gratitudine, memoria, che ieri e oggi ha visto due giornate di iniziative dedicate a Don Aldo Mei tra Lucca e Fiano, con la collaborazione dello Yad Vashem di Gerusalemme, l’ente israeliano che nel 2015 lo ha riconosciuto come Giusto tra le Nazioni.

Il murales a Don Aldo Mei non è solo un omaggio ma un ponte tra passato e presente. Segno che la storia di Don Aldo Mei non appartiene solo alla memoria e alla storia, ma alle giovani generazioni.

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