Ci sono fotografie che si guardano, e fotografie che si ascoltano. Quelle di Paolo Riani appartengono alla seconda categoria: scatti che parlano, raccontano, evocano. Non solo luoghi o volti, ma emozioni, incontri, frammenti di una vita vissuta con lo sguardo sempre aperto sul mondo. È con questo spirito che sabato 28 giugno, nella sala affacciata sulla storia della Fondazione Ricci di Barga, si è svolto l’incontro “Babel. Obiettivo sulla vita”, un dialogo fotografico e umano che ha chiuso con grande intensità la mostra “L’Arte della Luce. Storia della fotografia a Barga: viaggio nell’Archivio Pietro Rigali”.
La serata, organizzata dalla Fondazione Ricci in collaborazione con il comune di Barga, l’Istituto storico lucchese – sezione di Barga, Unitre Barga e con il sostegno della Fondazione cassa di risparmio di Lucca, ha rappresentato il finissage di un’esposizione molto apprezzata dal pubblico locale.
Ad aprire l’incontro è stata la presidente Cristiana Ricci, che ha introdotto con grande calore l’ospite: “Paolo Riani è un gigante”, ha detto con emozione, “un barghigiano di talento internazionale, architetto e urbanista che ha lasciato il segno in città come New York, Tokyo, Boston, Los Angeles, in Arabia Saudita e naturalmente in Italia. Ma è anche molto di più: scrittore, viaggiatore, e fotografo appassionato. Con lui ci avventureremo in un racconto che unisce l’occhio dell’artista con quello dell’uomo curioso del mondo”.
Nel corso dell’incontro, Paolo Riani ha intrecciato il racconto dei suoi viaggi con la proiezione di immagini provenienti da ogni parte del pianeta. Con la sua voce calma e appassionata, ha guidato i presenti attraverso paesaggi remoti, architetture evocative, volti incontrati per caso e momenti di rara intensità emotiva. La fotografia, per Riani, non è solo documento o estetica: è uno strumento di relazione, un modo per fermare lo scorrere del tempo e coglierne il significato.
Il pubblico ha potuto così immergersi in una narrazione visiva fatta di attimi rubati alla quotidianità, ma anche di riflessioni profonde sul senso del viaggio, della bellezza e della memoria. Le immagini scorrevano tra memorie familiari e suggestioni lontane, creando un ponte tra la Barga delle sue origini e il mondo che ha esplorato in tutta la sua ricchezza culturale e umana.
Le fotografie di Paolo Riani non si limitano a documentare luoghi o persone, ma colgono l’anima dei contesti in cui sono state scattate. Ogni immagine restituisce un’emozione, un’intuizione, una storia che spesso vive solo in quell’istante. Sono visioni personali, intime, che sanno però parlare universalmente. Al termine dell’incontro, l’atmosfera era quella di un lungo viaggio appena concluso, come se ognuno dei presenti avesse camminato per un tratto accanto a Riani, tra città affollate e silenzi del deserto, tra architetture maestose e piccoli dettagli rubati al quotidiano.
Presente anche la sindaca di Barga Caterina Campani, che ha voluto esprimere il proprio apprezzamento personale e istituzionale: “Il tuo lavoro ti ha portato a scoprire il mondo e a immortalarlo attraverso la fotografia. Sei un ambasciatore di questa esperienza di vita grandiosa. E io sono orgogliosa, come primo cittadino, di una figura come te. Grazie per aver condiviso con noi questo tuo pezzo di vita”.
Mentre tutto corre in un istante, le fotografie di Paolo Riani ci invitano a fermarci, ad osservare, a sentire. Non sono solo immagini da ammirare, ma da ascoltare. E in questo ascolto, si riscopre la bellezza del mondo e dell’umano, nella sua varietà, nella sua fragilità, nella sua sorprendente poesia.



