C’è un cuore che batte nel cuore di Coreglia. È quello di un paese che resiste. Lontano da tutto. Sospeso nel tempo.
Vitiana è come una piccola bomboniera. Un luogo autentico, dove si respira ancora quel senso di comunità profondo che tiene insieme i suoi abitanti. Qui, si resta per scelta. Non per opportunità o convenienza. Qui, ci si abbandona con piacere al lusso di una vita semplice. Fatta di umanità. Di gioia. Di lentezza.
Il centenario del circolo è un traguardo collettivo. Una staffetta che, di generazione in generazione, ha visto passare il testimone nelle mani di più volontari, alcuni dei quali oggi, purtroppo, non ci sono più. Un secolo, 100 anni di micro-storie che si intrecciano in un unico, grande vissuto comune. Un discorso iniziato molto tempo fa, che continua ad essere udito da chi è sensibile al richiamo.
Ieri sera, qualcosa di magico si respirava nell’aria. Qualcosa di intangibile, ma vero. Sarà stata la luna piena nel cielo. Quella gialla, d’agosto. Sarà stato il calore degli abitanti. Le luci di una piazza gremita. Piena di colori. Sarà stato il profumo delle sere d’estate. Con i suoi aromi antichi.
Centinaia di persone, provenienti da tutto il comune, hanno partecipato alla cerimonia. Una rete di associazioni, ognuna con il proprio stendardo fieramente esposto. Un colpo d’occhio stupendo. A onorare l’evento c’erano il sindaco, Marco Remaschi, il presidente dell’U.S. Acli di Lucca, Giovanni Bolognini, al quale il circolo è affiliato, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Massimo Marsili, il comandante della stazione dei carabinieri, il maresciallo Mirco Nardini, ed altre personalità che hanno voluto dare lustro all’appuntamento, a partire dal professor Dario Giorgetti, originario proprio di Vitiana.
A coordinare il tutto ci ha pensato Ivo Carrari, presidente del consiglio comunale di Coreglia, che a Vitiana abita nell’edificio in cui, nel 1912, fu costituito il primo teatrino del paese. “Dopo il ventennio fascista – ha raccontato Carrari – i circoli, in Italia, diventarono dopolavoro. Finita la guerra, dal 1946 in poi, tornarono a prendere vita diventando luoghi di socialità. Nel 2015, con il nuovo direttivo, questo presidio ha avuto nuova linfa organizzando numerosi eventi. Oggi rappresenta uno spazio importante per la comunità in quanto non persistono altre attività commerciali nel paese”.
“Da questa giornata – ha aggiunto Remaschi – traspare un sentimento di passione, di unione e di appartenenza che fa vivo un piccolo borgo come Vitiana. Oggi si parla di aree interne e dei problemi legati allo spopolamento e all’inverno demografico. Ebbene, chi decide di rimanere in questi borghi lo fa perché ne riconosce la qualità della vita. Ne apprezza la storia, le tradizioni, i legami. Qui l’esistenza si consuma con maggior serenità, tra bellezze architettoniche e artistiche di inestimabile valore”.
Dopo un partecipato momento conviviale in piazza della riunione, meraviglioso è stato il corteo del Gruppo Storico Alabardieri di Coreglia che ha guidato la folla nei pressi del campo sportivo, dove i giovani sbandieratori si sono esibiti tra gli applausi degli astanti. A fine serata, uno spettacolo pirotecnico mozzafiato ha spinto tutti a guardare all’insù.
Vitiana, d’inverno, conta più o meno una sessantina di abitanti. D’estate un po’ si ripopola, con turisti provenienti da tutto il mondo. Ma la bellezza di questi paesi sta proprio qui: nella tenacia di chi vi risiede. Negli occhi lucidi di chi, una serata come questa, se la porterà sempre nel cuore. Come un ricordo prezioso. Da custodire. Da tramandare.
Foto di Nicola Tognetti
coreglia antelminelli
Vitiana, un paese in festa: il circolo compie un secolo di vita
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