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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
il teatro è servito

La carica della Bandabardò contagia la festa dell’unità a Gallicano

Uno spettacolo davvero grandioso quello di ieri sera, all’interno della festa dell’unità di Gallicano, con la Bandabardò.

Andrea Brunini ha aperto lo show: un ragazzo giovane, che ha comunque alle spalle una storia musicale iniziata nel 2015 con il suo primo album auto-prodotto “Vietato calpestare i sogni”. Andrea ha subito catturato il pubblico con i suo brani, munito solo della sua chitarra; originario di Borgo a Mozzano, si autodefinisce – direi a ragion veduta – nel suo sito web: cantautore, chitarrista, tastierista, improvvisatore e intrattenitore (https://andreabrunini.com/biografia/).

Poi arriva la Bandabardò e la serata musicale entra subito nel vivo. Il pubblico, per l’occasione, era davvero numeroso e molto festaiolo. I numerosi fan della band hanno contribuito a rendere il concerto molto sentito e partecipato.

Insomma, una bellissima festa. 

La band ha ora come frontman Finaz (Alessandro Finazzo) – lo storico chitarrista  del gruppo – che ha assunto anche il ruolo di voce principale dopo la scomparsa di Erriquez (Enrico Grepp) nel 2021. Erriquez, insieme a Finaz, aveva fondato la Bandabardò a Firenze nel 1993.

Il nome – raccontano – era un omaggio a Brigitte Bardot e lo stile folk-rock ancora caratterizza la loro musica. Gli altri membri della band sono: Don Bachi (Marco Bachi) al  basso e al contrabbasso, membro del complesso musicale sin dalla sua nascita – visto spesso anche in Garfagnana perchè suona e collabora con musicisti locali; poi Orla (Andrea Orlandini) alla chitarra e ai cori, e Nuto (Alessandro Nutini) alla batteria, entrambi presenti già nel 1993.

Al gruppo storico si è aggiunto, nel 2003, anche Ramon (Jose Ramon Caraballo Armas) alle percussioni, alla tromba e ai cori; Ramon fa parte pure della “residence band” del programma di Diego Bianchi, “Propaganda Live”, insieme a Roberto Angelini e molti altri. L’ultimo acquisto è infine Pacio (Federico Pacini), alle tastiere e ai cori, che fa parte della band dal 2012.

Tra le foto c’è la scaletta del concerto, recuperata proprio sul palco, che contiene 24 brani estratti dagli storici primi album – fino all’ultimo, uscito proprio di quest’anno, “Fandango”. 

Finaz ha avuto un pensiero anche per il momento che stiamo vivemdo: “Noi sappiamo benissimo che siamo tutti uguali, che siamo fatti di carne, di sangue. Tutti noi abbiamo un cuore, lo stesso cuore. Quindi non si capisce perchè uccidere i bambini nella Striscia di Gaza, perché bombardare, cosi a caz**, scusate, perché la guerra… Poi ricordatevi che la guerra la paghiamo noi, con la nostra salute, con i nostri morti, con i nostri soldi”. Ha poi concluso esclamando: “Noi non siamo d’accordo!”

La band ha attaccato, quindi, con il brano “Canzone blu” in un mare di luci azzurre. E il testo dice ad un certo punto: “…Il cuore è un muscolo/ Non ha colore, sesso e neanche religione/ Batte in petto, a tutti quanti, anche ai meno attenti/ Ce l’ha chi su una barca per disperazione/ Ce l’ha chi anche mangia caviale a colazione/ Non è esclusivo, non è banale/ E’ solo l’ignoranza a farci male…

Alla fine del concerto Finaz e Orlo hanno ringraziato tutta l’organizzazione della festa, i fonici, i tecnici, luci, il manager e membri del loro “fan club“. Poi si sono concessi per foto e selfie con i fan. Anch’io ne ho immortalato alcuni.

Insomma, uno spettacolo divertente, accattivante, coinvolgente che ha lascito un gran bel ricordo al numeroso pubblico che ha assistito.

Seguitemi, nella mia rubrica “Il teatro è servito”, ovviamente insieme a tutto quanto fa spettacolo. Naturalmente, con l’estate, lo spettacolo si è spostato all’aperto e i concerti, di certo, non mancano – per fortuna, aggiungo io!

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