Roberto Bartolomei lascia Barga nel 1964, e il podere di Sigliari, in un momento in cui partire sembra ancora un gesto antico, quasi un rito che si ripete da generazioni. Il viaggio è lungo e un po’ avventuroso: in treno fino a Parigi, poi a Calais, il traghetto verso Dover e ancora treno fino a Glasgow, due giorni di strada accanto allo zio Giovanni, marito della zia materna Zeffira. Ad attenderlo c’è già la sorella Nadia, partita qualche tempo prima, giovanissima, per continuare gli studi.
A Glasgow lo aspettano le zie Zeffira e Gioconda, che vivono tutte insieme in un unico appartamento: Zeffira e il marito Giovanni mandano avanti il fish and chips di famiglia in Paisley Road West, vicino al Clyde, mentre Gioconda lavora come sarta, tra stoffe, forbici e macchine da cucire. Roberto all’inizio frigge e serve da asporto, in un locale piccolo che solo più tardi verrà ampliato con qualche tavolo. Nadia, cresciuta in quel mondo nuovo, aveva iniziato a dare una mano anche lei.
Glasgow lo accoglie con la sua umidità ostinata, con la nebbia che avvolge tutto e con quel fumo di carbone che a volte cancellava i contorni delle case, come se la città volesse nascondere i suoi segreti. Roberto ricorda che per questo clima a volte camminavano tutti con la sciarpa sulla bocca, e il traffico si bloccava per ore.
In quel mondo duro ma pieno di vita, la Casa d’Italia era un rifugio: un luogo dove ritrovare la lingua di casa, dove ascoltare storie della Valle del Serchio, dove sentirsi parte di qualcosa anche se lontani. Roberto imparava l’inglese al cinema, nel giorno libero, seduto in sala a decifrare le parole degli attori. Con gli amici italiani frequentava il Plaza Ballroom, e la domenica organizzavano partite di calcio tra dipendenti dei ristoranti e dei fish and chips, quasi tutti italiani.
È in questo intreccio di lavoro, nostalgia e nuove abitudini che Nadia conosce Vanda Moscardini, nata a Glasgow ma con la Valle del Serchio nel sangue, figlia e nipote di emigrati partiti da Coreglia e Montebono, cresciuta tra il ristorante-sala da tè dei genitori e il ritmo di una città che non dorme mai. Vanda lavorava come segretaria, ma aveva negli occhi quella luce tipica di chi porta due mondi dentro di sé. Nadia è quindi l’occasione di fare incontrare il fratello e la sua nuova amica.
La prima volta che Roberto torna in Italia è nel 1966 a visitare i genitori. Nello stesso anno la famiglia Moscardini si trasferisce a Dumfries, oltre 120 chilometri da Glasgow, e Roberto e Vanda restano in contatto via telefono. Nel 1967 Roberto compra la sua prima auto, una Ford Cortina, e nello stesso anno si trasferisce a Dumfries come dipendente dei futuri suoceri, accolto come uno di casa.
Nel 1969 Roberto e Vanda si sposano, unendo due storie che sembravano correre parallele e che invece si stavano cercando. A Dumfries entrano in società nel Lock Side Café, costruendo una vita che sembrava ormai tracciata e a lieto fine. Ma le radici, si sa, non smettono mai di chiamare, insistentemente.
Intanto Nadia, che era rientrata a Barga, e il marito Mario Bertoncini, avevano rilevato la storica Gelateria-Latteria Bertoncini di Fornaci di Barga, un luogo che non era solo un negozio ma un pezzo di paese: i tavolini all’aperto, le biciclette appoggiate al muro, le estati rumorose, le confidenze scambiate davanti a un gelato. Chiesero ai cognati di unirsi a loro e nel 1976 Roberto e Vanda decisero di tornare, con le figlie Liana ed Elisa nate in Scozia e con un bagaglio di esperienze che avrebbe dato nuova vita alla gelateria.
Per quasi quarant’anni, fino al 2015, la Gelateria Bertoncini fu il loro mondo: un luogo dove la Valle e la Scozia si incontravano ogni giorno, dove il lavoro diventava relazione, dove il paese ritrovava un punto fermo.
Oggi quella storia vive nel Scottish Festival, che non è solo una festa ma un ritorno collettivo, un modo per dire che la diaspora non è una ferita ma un ponte. È la celebrazione di chi è partito e di chi è tornato, di chi ha portato con sé competenze, cultura, legami, e ha contribuito a costruire la Fornaci moderna. La biografia di Roberto e Vanda, e la Gelateria Bertoncini diventano così il simbolo di una rinascita, di un paese che ha saputo trasformare la memoria in futuro, e il festival ne è la voce, la musica, il passo delle cornamuse che ogni anno ricordano a tutti che le radici non sono mai state un limite, ma un orizzonte.
Vedi: https://www.bargascot.it/