Riceviamo e pubblichiamo questo intervento relativo alla sanità in Garfagnana e Media Valle del Serchio inviato alla redazione dal comitato “Per una sanità pubblica in Garfagnana e Media Valle”:
“Se un forte temporale riesce a mandare in tilt il centralino del nostro ospedale per 15 giorni, come possiamo credere che la telemedicina rappresenti davvero il futuro della sanità?
È facile parlare di digitalizzazione, fascicoli elettronici, visite a distanza o pensare a caschi con telecamere collegate da remoto per i soccorritori nelle ambulanze. Ma prima di guardare all’innovazione futura, bisognerebbe conoscere bene la situazione presente, investire sulle infrastrutture e ascoltare i territori, perchè quando ad andare in tilt è il centralino di un ospedale, non si tratta più solo di un disagio tecnico, ma di un rischio reale per la salute dei cittadini.
E considerato che la nostra zona è anche a rischio sismico, il problema si fa ancora più serio. In queste condizioni, la telemedicina – per quanto utile – rischia di essere solo una bella promessa sulla carta.
Il punto è che la sanità pubblica non può permettersi disservizi, né differenze di qualità a seconda del codice di avviamento postale. Che si viva in una grande città o in un piccolo paese, l’accesso alle cure è un diritto, non un privilegio. E quando un cittadino è costretto a percorrere decine di chilometri per un esame, o a rinunciare a una visita perché il sistema non funziona, quel diritto viene meno.
Per cui il nostro Comitato intende ancora una volta dare voce alle persone, soprattutto quelle più fragili, che hanno diritto e bisogno di sentirsi ascoltate, di vedere che le promesse si traducono in servizi concreti, vicini, funzionanti e pensati per durare nel tempo.
Nella speranza che il disagio della linea telefonica sia risolto al più presto, chiediamo che ci siano date risposte anche in merito ad altri quesiti posti nei mesi scorsi relativi in particolare alle nuove sale operatorie e al progetto sul loro futuro utilizzo; alla cittadella della salute che pare non decollerà come promesso e ai disservizi dovuti alla ormai cronica carenza di personale. I nostri ospedali, troppo spesso, si tengono in piedi grazie alla dedizione e alla straordinaria disponibilità del personale sanitario che lavora quotidianamente oltre i limiti, colmando con il loro spirito di servizio le gravi carenze di organico e le difficoltà strutturali e organizzative del sistema.
Chiediamo dunque risposte chiare e un impegno concreto e siamo come sempre disponibili a un confronto costruttivo e collaborativo con chiunque voglia lavorare per migliorare questo fondamentale servizio ai cittadini”.