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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
intervento

“Strategie più agili e un nuovo racconto per rilanciare il vino toscano nell’epoca dei dazi”

“I dazi Usa creano un danno alle aziende ma possono anche rappresentare un’opportunità per il vino toscano,se il sistema produttivo riuscirà a essere più unito, concreto e competitivo sul piano del posizionamento internazionale”.

A dirlo è Pietro Marchini, sales director di Carratelli Wine, società di brokeraggio specializzata nella distribuzione e valorizzazione dei vini italiani sui mercati esteri, facendo una fotografia del mercato all’epoca dei dazi.  

“Il tema del prezzo – sottolinea Marchini – è cruciale anche per i vini toscani: non si tratta solo di difendere un valore, ma di comunicarlo in modo credibile. Dopo anni di rincari e oscillazioni valutarie, l’era dei dazi può essere il momento per riposizionare le denominazioni con politiche di export più sostenibili e meno frammentate”.

Secondo l’analisi dell’azienda, che opera da oltre vent’anni nei mercati extra-Ue con focus su Stati Uniti, Asia e Medio Oriente, la nuova fase del commercio internazionale impone un cambio di passo.

“Il vino toscano deve continuare a investire sulle icone storiche – spiega il sale director – ma allo stesso tempo aprirsi e costruire un’identità collettiva più ampia. Il rischio è restare forti solo nei segmenti premium, ma perdere terreno nella fascia intermedia, quella oggi più esposta al calo dei consumi”.

Marchini osserva come, nonostante le tensioni geopolitiche e le nuove abitudini di consumo, la domanda di vino di qualità resti alta nei mercati extra-Ue: “L’Asia sta ancora cercando l’Italia, ma serve una filiera capace di parlare un linguaggio moderno, sostenibile e coerente. Non basta l’etichetta, serve una visione di sistema”.

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