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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
intervento

Esercizi di vicinato, bando chiuso in sei ore. Marmo: “Necessarie più risorse”

Si è chiuso in sei ore il bando “a sportello” dedicato agli esercizi di vicinato nella Toscana Diffusa, finanziati dall’omonima legge regionale. Il bando, con una dotazione di 500.000 euro e un forfait di 3.000 euro per singola impresa o persona fisica intenzionata ad avviare tale attività, ha infatti aperto e chiuso i propri battenti lo scorso lunedì.

“Si tratta di una legge che abbiamo accolto con grande entusiasmo”, afferma Luca Marmo, sindaco di San Marcello Piteglio e delegato di Anci Toscana alle politiche per la montagna, “dall’impianto innovativo e attenta a tutti i diversi ambiti essenziali per uno sviluppo equilibrato rispetto alle aree interne e montane della nostra Regione”.

Tra i diversi ambiti finanziati, l’attenzione nei confronti degli empori polifunzionali è subito apparsa di fondamentale importanza, per il mantenimento di presìdi commerciali capaci di contenere lo spopolamento e rafforzare servizi essenziali spesso carenti nelle varie frazioni, nonché di invertire la tendenza alla desertificazione, sfruttando per esempio le leve del digitale e dell’attrattività, in termini ambientali e culturali soprattutto, dei territori toscani che risultano più distanti dai centri urbani.

Negli ultimi anni, l’attenzione della Regione Toscana su questi temi, e a seguire la risposta dei territori, è sempre stata alta. Esperienze come il bando sugli Empori di Comunità e quello sui Custodi della Montagna, accomunati dalla logica di fornire servizi alla collettività, possono essere sapientemente utilizzate per la costruzione di un quadro di sostegno a favore del commercio nella Toscana Diffusa, che si innesti anche con la ricca esperienza toscana delle cooperative di comunità.

“Riteniamo pertanto auspicabile affrontare con la Regione un percorso che porti a una più elevata dotazione finanziaria per questo tipo di contributi, capaci di decidere la sopravvivenza o meno delle nostre frazioni”, conclude il sindaco Marmo, “e che si tratti di interventi maggiormente strutturali, inseriti appunto nella logica della legge sulla Toscana Diffusa”.

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