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Redazione
ANNO XIVmartedì 15 Settembre 2026
l'espresso delle 11.15

…Aspettando le ciaramelle: un arcano mistero tra cielo e terra

“…una vecchia scatola blu che ora conteneva cartoline di Natale il cui testo raccontava una fiaba. Data e firme misteriosamente sbiadite. Sicuramente erano state scritte per accompagnare doni di Natale e forse alcune ne contenevano anche un indizio nascosto.
Sembravano l’ingresso ad un mondo incantato, ad un luogo magico dove i bambini possono diventare grandi ed i grandi tornare piccini…” 

Stava cercando da tempo, ben attrezzato con cappellino, zainetto e borraccina, ma non trovava nulla.

A volte sembrava… una traccia debole… niente di più.

Si era incamminato alla ricerca dell’Arcobaleno della Luna e per questo aveva studiato le mappe del Cielo e della Terra. Una sera si era ritrovato sotto un diamantino cielo di stelle, la luna un enorme disco alle sue spalle, e vide l’emozione: un arco, bianco di luce lunare. Non fece in tempo a comprenderlo che svanì.

Allora pensò che molte sono le cose che esistono pur se invisibili tranne che alle emozioni.

Aveva infatti provato a catturare un pezzetto del manto della nebbia, senza riuscire a trattenerlo. Aveva allora tentato con i colori del cristallo, affascinato da quei mobili riflessi che parevano allegre macchie sulle sue mani, ma il vento se ne impadroniva.

Ah, il vento! Altro mistero… talvolta era così forte da percuoterlo, la natura ne era tutta scossa, ma non si poteva nemmeno imbottigliare… (invece il sidro, sì!! E che bontà…).

Così aveva continuato l’esplorazione  di quel mondo nascosto, tra i misteri più arcani delle cose, tanto reali quanto invisibili.

Quando guardava all’insù trovava sempre la compagnia delle stelle. Loro erano un’altra faccenda, perfettamente visibili anche se lontane.

Ma una notte, che sapeva di trepidante attesa, accadde qualcosa di diverso: nel cielo gli parve di cogliere un fermento, un leggero trambusto come se anche le stelle partecipassero a quella vivacità; pareva di sentire la loro musica. E la musica delle stelle è cosa seria: lo aveva letto su certi libroni antichi.

Lui, quella sera, ne sentì le note ed ebbe la certezza che fosse successo qualcosa di insolito… ma, ancora una volta, non lo aveva visto.

Decise, quindi, di tornare verso casa, mancava da molto e pur se la sua statura gli consentiva di trovare riparo anche sotto un fungo, era ormai tempo del rientro.

Cammin facendo incontrò villaggi e nidi sommessi e dimore sfarzose, qualcuno brillava più di altri di una luce particolare, che fosse fiammella o cristallo. Distratto da tutto questo, inciampò in una radice, cadendo quasi in una pozzanghera in cui si rifletteva il firmamento.

Sorrise vedendo quei due mondi così vicini, l’uno parte dell’altro, entrambi legati da un filo di emozioni.

Da quel momento, Grain, man mano ne incontrava una, ne infilava il ricordo nello zainetto e con quel carico di sentimento, importante quanto leggero, volò verso casa.

NdR: il nome “Grain”, chicco di grano, in Inghilterra usato anche come unità di peso, ci indica che si tratta di una figura di piccole dimensioni come un folletto o un elfo.

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