I Ministri dell’Economia e delle Finanze dei tre Stati membri dell’AES (Alleanza degli Stati del Sahel Sahel) si sono riuniti il 12 dicembre 2025 a Bamako per redigere i documenti di creazione della Banca confederale per gli investimenti e lo sviluppo dell’organizzazione.
Dopo quella data, i Capi di Stato dei tre paesi membri hanno proceduto all’inaugurazione dell’istituzione tagliando il nastro il 23 dicembre 2025.
La creazione di questa banca costituisce una fase importante nella costruzione di un’architettura finanziaria propria in Burkina Faso, Mali e Niger. Pensata come strumento strategico di finanziamento dello sviluppo, questa nuova banca regionale interviene in un contesto internazionale caratterizzato dalla ricomposizione degli equilibri economici e dall’affermazione della sovranità degli Stati membri.
È in questa logica che M. Ali Mahaman Lamine Zeine, Primo Ministro, Ministro dell’Economia e delle Finanze del Niger, spiega che la creazione della banca d’investimento «afferma la nostra volontà di diventare attori e non più spettatori».
La nuova banca metterà in comune le capacità economiche di tre Stati ricchi di materie prime: Mali e Burkina Faso figurano tra i principali produttori africani di oro, mentre il Niger dispone di rilevanti riserve di uranio. L’iniziativa punta a trasformare questo potenziale in uno strumento di sviluppo economico e di stabilità finanziaria regionale.
Secondo quanto dichiarato dal ministro delle Finanze del Burkina Faso, Aboubakar Nacanabo, la creazione di una banca di sviluppo rappresenta una questione centrale per la stabilità finanziaria, la crescita economica e il finanziamento di progetti strategici. Le sue parole sono state pronunciate a margine della cerimonia di firma tenutasi a Bamako, capitale del Mali.
Si tratta di una banca di investimenti regionale con una capitalizzazione iniziale di 500 miliardi di franchi Cfa, pari a circa 895 milioni di dollari. L’istituto nasce con l’obiettivo di finanziare progetti infrastrutturali, energetici e agricoli, facendo leva sulle risorse interne dei tre Paesi del Sahel.
Il meccanismo di finanziamento dell’istituto prevede l’introduzione di nuove imposte nazionali. Ciascun Paese contribuirà infatti con circa il 5% delle proprie entrate fiscali alla capitalizzazione della banca. Lo ha spiegato Serge Balima, consigliere del leader della giunta burkinabé Ibrahim Traoré, sottolineando come l’iniziativa si inserisca in un più ampio sforzo volto a ridurre la dipendenza dai donatori esteri e a rafforzare il controllo sui percorsi di sviluppo nazionale.
Alcune pubblicazioni collegano il BCID-AES (Banque confédérale pour l’investissement et le développement-AES) a un progetto per la creazione di una nuova valuta all’interno dell’AES. Questa interpretazione è fermamente respinta dagli economisti intervistati. “Solo una banca centrale è autorizzata a emettere valuta, ovvero a implementare la politica monetaria, produrre banconote e monete, concedere prestiti alle banche commerciali e regolare l’offerta di moneta, in particolare attraverso i tassi di interesse”, sottolinea Modibo Mao Makalou.
L’economista Khalil Dembélé condivide questa analisi: “Il BCID-AES non ha alcuna autorità sulla politica monetaria. Il suo ruolo si limita al finanziamento di progetti per lo Stato, gli enti locali e le imprese”. “Allo stato attuale, non è possibile creare una valuta specifica per l’AES senza prima abbandonare il franco CFA”, conclude Modibo Mao Makalou.
Come per dire che la volontà di indipendenza finanziaria c’è ma arrivare all’autonomia completa richiederà tanto tempo anche questi prima passi sono già lodevoli. Si tratta di un’iniziativa che dimostra l’impegno e la volontà per questi tre paesi di difendere la propria sovranità economica, per il proprio sviluppo. Ciò rischia di scuotere le istituzioni regionali e sollevare interrogativi sul futuro del franco CFA nella regione. E comunque la banca secondo ministro delle Finanze del Mali, Alousséni Sanou, è ora ufficialmente operativa dopo l’impegno del capitale iniziale. Il prossimo passo sarà la nomina della leadership dell’istituto, cui spetterà il compito di mobilitare ulteriori risorse finanziarie a livello regionale e consolidare il ruolo della banca come strumento centrale della nuova architettura economica del Sahel.
In conclusione la BCID-AES è concepita come leva di finanziamento strategica destinata a sostenere i progetti di strutturazione dei tre stati membri della confederazione.
Il suo obiettivo è in particolare quello di rafforzare l’integrazione economica e finanziaria del Sahel, la sovranità economica e lo sviluppo sostenibile a beneficio della popolazione.
Le autorità affermano che la banca darà priorità al finanziamento di progetti ad alto impatto, in linea con la visione di sovranità sostenuta dai capi di Stato dei tre Paesi.
Secondo fonti ufficiali, gli interventi del BCID-AES si concentreranno principalmente sulle infrastrutture stradali e sulla riqualificazione di aree isolate, sull’agricoltura e sulla sicurezza alimentare, sull’energia e sulle interconnessioni regionali, nonché sul sostegno a progetti privati legati alle priorità nazionali.
Queste aree sono considerate essenziali per stimolare la crescita, rafforzare la resilienza economica e migliorare le condizioni di vita delle popolazioni del Sahel. Noi non possiamo fare altro che augurare all’AES e alla sua popolazione buon cammino e mandargli le nostre congratulazioni.
Fonti: Formiche, ONEP, Jeune Afrique, KOACI