Porta la firma di un garfagnino, castelnuovese per la precisione, l’organizzazione dell’importante convegno sulle opportunità derivanti dall’istituzione del Registro pubblico nazionale dei crediti di carbonio su base volontaria che si terrà giovedì 16 aprile, a partire dalle ore 9.30, presso la sala Pegaso del palazzo della provincia di Grosseto.
Marco Scaltritti, in qualità di presidente della sezione di prodotto forestale di Confagricoltura Toscana, ha elaborato infatti, assieme agli amici dell’unione di provinciale di Grosseto – in particolar modo il direttore Paolo Rossi, l’evento “I crediti di carbonio forestali: un’opportunità di sviluppo”.
Per capire meglio di cosa si tratta, La Gazzetta del Serchio ha raggiunto direttamente Scaltritti.
Qual è lo scopo di questo convegno?
“Si vuole portare a conoscenza del decreto legge sul registro volontario e la pubblicazione del Masaf delle linee guida sui crediti di carbonio in quanto aprono nuovi orizzonti di reddito per i proprietari e gestori delle superfici boschive”.
In che senso nuovi orizzonti?
“Nel senso che potranno integrare reddito dalla vendita nel mercato dei crediti di carbonio che le loro superfici stoccano. Quindi dalla loro attività di coltivazione del bosco, assumendosi con un progetto forestale certificato, potranno, nei 20 anni successivi, ricevere un compenso del valore di mercato dei crediti che già oggi valgano oltre 50 euro a tonnellata di CO2 equivalente stoccata. Tenga conto che siamo all’inizio e, a seconda del progetto, sicuramente, a breve, il loro valore sarà in aumento”.
Quindi anche i nostri monti dell’Appennino e delle Apuane potranno avere queste opportunità?
“Certamente. Anzi, questo nuovo strumento – che permetterà di avere un ricavo per la gestione del bosco – sta nella logica delle nuove strategie forestali europea e nazionale di valorizzazione dei servizi ecosistemici delle foreste e riconosce, per la prima volta, il lavoro di coltivazione dei boschi dei proprietari, delle imprese forestali, permettendo di contrastare l’abbandono dei boschi, dai noi, ahimé, molto presente”.
Cosa si potrà fare, concretamente?
“È necessario che le associazioni del mondo agricolo forestale e, soprattutto, le istituzioni svolgano una capillare promozione di queste nuove opportunità alle comunità e ai proprietari forestali: inoltre, occorre accompagnare questa attività”.
Come?
“Beh, ad esempio stimolando e favorendo la nascita di consorzi forestali costituiti da proprietari di imprese boschive ed enti per una gestione attiva. Già molto, in questo senso, si sta facendo. Penso all’attività del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e dell’Unione Comuni Garfagnana, grazie all’impegno e alla sensibilità del sindaco Raffaella Mariani che, proprio a Grosseto, sarà una delle relatrici in programma e presenterà l’esperienza in atto”.
Chi trarrà vantaggio da questi crediti?
“Guardi, il mercato dei crediti di carbonio non porterà benefici ai soli gestori forestali; permetterà soprattutto alle imprese industriali di compensare le loro emissioni di CO2 acquistando i crediti dei progetti forestali nazionali ad un valore minore degli ETS quote di scambio di oggi”.
In sostanza, cosa dobbiamo aspettarci da questo convegno?
“L’evento ha questo specifico obiettivo: mettere a confronto i protagonisti del futuro mercato, ovvero le imprese agricole con quelle industriali – come la siderurgia, il manifatturiero e il mondo cartario. Vorremmo lanciare una grande alleanza fra questi due mondi, soprattutto con il distretto cartario, tant’è che parteciperà il direttore nazionale di Assocarta Massimo Medugno”.
