Settembre, per chi gioca a calcio, significa soprattutto una cosa: si riparte. Preparazione, allenamenti, amichevoli e prime partite della nuova stagione. E con il ritorno in campo tornano inevitabilmente anche piccoli fastidi e infortuni.
Nel reel pubblicato sulle pagine Instagram di Garfagnana Sport Channel e Fisioterapia Garfagnana abbiamo provato a mettere in classifica 10 degli infortuni più conosciuti nel calcio. Qui su Garfa Wellness facciamo un passo in più: vediamo quali sono e iniziamo a capire cosa significa davvero recuperare da un infortunio e tornare in campo.
Dal tendine d’Achille ai flessori
Al decimo posto abbiamo inserito la tendinopatia achillea, un problema che spesso compare progressivamente e può iniziare come un semplice fastidio durante corsa, accelerazioni e salti.
Al nono troviamo il dolore femoro-rotuleo, il classico dolore nella parte anteriore del ginocchio. All’ottavo la lesione del legamento collaterale mediale, che può invece essere conseguenza di un trauma o di un contrasto di gioco.
Poi iniziano a comparire gli infortuni muscolari. Al settimo posto troviamo la lesione del polpaccio, seguita al sesto dalla lesione del quadricipite. Sprint, accelerazioni, frenate e il gesto del tiro sottopongono continuamente questi muscoli a richieste importanti.
A metà classifica abbiamo probabilmente l’infortunio più temuto: la rottura del legamento crociato anteriore (LCA). Non è necessariamente quello che si verifica più spesso, ma è sicuramente uno di quelli che può incidere maggiormente sulla stagione di un calciatore.
Al quarto posto troviamo la lesione muscolare degli adduttori, uno dei problemi tipici della regione inguinale. Ed è proprio da questa zona che partiremo nei prossimi approfondimenti, parlando anche di quella che comunemente viene chiamata pubalgia.
Il podio
Sul podio arrivano tre situazioni che chiunque abbia frequentato un campo da calcio probabilmente conosce.
Al terzo posto la contusione muscolare: la classica “botta” presa durante un contrasto.
Al secondo la distorsione laterale di caviglia, uno degli infortuni più caratteristici del calcio.
Al primo posto abbiamo invece la lesione muscolare dei flessori della coscia, i muscoli posteriori della coscia spesso chiamati hamstring. È il classico infortunio associato allo sprint: accelerazione, una fitta improvvisa dietro la coscia e la sensazione di dover immediatamente rallentare o fermarsi.
Quanto tempo serve per tornare a giocare?
È probabilmente la prima domanda che fa un calciatore quando si infortuna. Ma non esiste una risposta uguale per tutti.
Due atleti con un problema apparentemente simile possono avere percorsi molto diversi. Contano il tipo e la gravità dell’infortunio, gli eventuali precedenti, la forza recuperata e soprattutto la capacità di tollerare nuovamente le richieste del proprio sport.
Non avere più dolore non significa automaticamente essere pronti per tornare in partita.
Il percorso deve riportare progressivamente il calciatore al movimento, alla forza, alla corsa e successivamente a sprint, cambi di direzione e gesti tecnici. L’obiettivo finale non è semplicemente stare meglio nella vita quotidiana: è tornare a sostenere ciò che una partita di calcio richiede.
Dal reel a Garfa Wellness
La Top 10 pubblicata su Instagram è solo il punto di partenza.
Con la collaborazione tra Garfagnana Sport Channel e Fisioterapia Garfagnana continueremo a parlare degli infortuni più comuni nel calcio attraverso reel semplici e veloci. Qui su Garfa Wellness avremo invece lo spazio per approfondire gli stessi argomenti: cosa succede, come affrontare il problema e quali sono i passaggi che accompagnano il ritorno allo sport.
Se volete vedere la nostra Top 10 completa, trovate il reel sulle pagine Instagram di Garfagnana Sport Channel e Fisioterapia Garfagnana.
E continuate a seguirci: nel prossimo appuntamento sfateremo i miti più comuni del mondo del calico.