Come si può dimenticare il Boni? Al secolo Bonifazio Pietrozzi, per tutti noi era semplicemente il Boni: un amico vero, una di quelle persone che sapevi di poter chiamare in qualsiasi momento, certo che avrebbe fatto il possibile per aiutarti.
Negli anni della mia presidenza alla Misericordia di Corsagna l’ho avuto praticamente ogni giorno al mio fianco. Ha partecipato alle attività dell’associazione e agli interventi della Protezione civile, anche quelli più difficili e impegnativi. Un volontario instancabile, anzi, un “super volontario”, come mi viene ancora oggi da definirlo con affetto e riconoscenza.
Quando arrivava una chiamata alla Misericordia, sapeva che dall’altra parte del filo c’era una persona che aveva bisogno di aiuto e di soccorso. Lui, insieme all’equipaggio, era subito pronto a partire, con impegno e rispetto per chi si trovava in difficoltà. A volte trascorreva ore e ore nella sede dell’associazione proprio per essere disponibile in caso di emergenza.
Era anche un bravissimo radioamatore e faceva parte di un’associazione nazionale di radioamatori. Con i suoi strumenti riusciva a collegarsi
sua preparazione era importante per assicurare i collegamenti.
Nella vita professionale era verniciatore e lucidatore di mobili. L’ho osservato tante volte al lavoro: preciso, paziente, attento a ogni particolare. In ogni gesto metteva la cura e l’orgoglio di chi conosce bene il proprio mestiere e desidera farlo nel modo migliore.
Quella stessa premura la riservava agli amici. Nel 1988 ebbi un infortunio e mi ritrovai con dei punti sul viso e sulle labbra. Il Boni mi aiutava a mangiare, con delicatezza e affetto. Una volta, nonostante tutta la sua attenzione, finì involontariamente per togliermi anche qualche punto dal labbro. Un episodio che abbiamo ricordato tante volte negli anni, sempre con un sorriso, e che per me resta legato soprattutto alla sua vicinanza in quel momento difficile.
Poi c’erano le cene a casa sua, preparate insieme agli amici. Sulla sua tavola si mangiava davvero di tutto: tutta roba commestibile, intendiamoci! Lo dico sorridendo, pensando alla varietà dei piatti che riusciva a proporre e alla cura con cui li presentava.
Ricordo soprattutto le sere fredde d’inverno, trascorse intorno al fuoco. Ci raccontava aneddoti della sua vita e delle vacanze che faceva ogni anno con i suoi nipoti. Lo ascoltavamo volentieri, fra una storia e una risata. Aveva qualche anno più di me e io lo ammiravo per la sua schiettezza, per quel modo diretto di parlare e di mostrarsi per quello che era.
Con il Boni ho condiviso momenti importanti della mia vita, anche familiari. Lo rivedo arrivare a casa mia con il suo passo lento, per una visita, un caffè o un brindisi. Incontri semplici, che negli anni hanno costruito un’amicizia fatta di fiducia e affetto.
Il Boni manca nella vita della nostra comunità e in quella di chi gli ha voluto bene. Ha dedicato tanto tempo agli altri, mettendo a disposizione le proprie capacità e la propria umanità. A me restano anche quelle serate, i suoi racconti e il ricordo di un amico sul quale ho potuto contare.
Ancora oggi, quando penso a lui, mi sembra di vederlo arrivare.
ricordo
Il Boni: un amico dal cuore grande, sempre presente
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Mediavalle