Un imprenditore malawiano di nome Sothini Shaba sta preparando il lancio di una produzione di scarpe da ginnastica realizzate con bottiglie di plastica e gomma riciclate, oltre che con cotone biologico, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti, creare posti di lavoro e promuovere un’industria manifatturiera sostenibile in Africa.
Sothini Shaba, fondatore del marchio di calzature Tefillah, ha dichiarato all’agenzia di stampa pubblica Malawi News Agency che la sua azienda sta predisponendo l’installazione di unità per la lavorazione delle materie prime e la produzione in Malawi, dopo aver progettato e testato dei prototipi grazie a collaborazioni in Indonesia.
L’iniziativa mira a rispondere alle sfide legate alla gestione dei rifiuti, favorendo al contempo la creazione di occupazione e lo sviluppo della produzione locale.
«Siamo convinti che la moda debba contribuire a risanare il pianeta e che i marchi nati in Africa possano svolgere un ruolo trainante nel passaggio da un modello lineare a uno circolare», ha affermato Sothini Shaba.
Fondata nel 2023, Tefillah punta sui principi dell’economia circolare, che consistono nel prolungare la vita utile delle risorse attraverso il riciclo, la riparazione e il riutilizzo dei materiali. Le bottiglie di plastica riciclate verranno impiegate per realizzare alcuni componenti delle calzature, mentre la gomma recuperata sarà utilizzata per le suole esterne. Anche il cotone biologico farà parte della loro composizione.
L’azienda prevede inoltre di introdurre un passaporto digitale basato sulla tecnologia blockchain. Questo strumento consentirà di tracciare l’origine dei materiali, le emissioni di carbonio, le condizioni di lavoro e le possibilità di riparazione, rivendita o riciclo delle calzature al termine del loro ciclo di vita.
Il progetto si inserisce in un contesto di sviluppo di iniziative legate all’economia circolare in Africa, dove la riduzione dei rifiuti e la creazione di attività industriali sostenibili rappresentano questioni economiche e ambientali di grande rilievo.
Sothini Shaba riconosce tuttavia diverse difficoltà, tra cui l’accesso limitato a materiali sostenibili per la produzione di calzature, l’insufficienza dei sistemi di raccolta e trattamento dei rifiuti e le esigenze connesse a una produzione etica in un mercato globale altamente competitivo.
Egli ritiene che l’insediamento di unità produttive in Malawi potrebbe contribuire a superare alcuni di questi ostacoli e a rafforzare il coinvolgimento delle popolazioni locali nelle attività manifatturiere, nell’innovazione e nelle industrie verdi.
Nei prossimi cinque anni, Tefillah punta a produrre oltre 200.000 paia di scarpe da ginnastica circolari all’anno e a installare impianti per la lavorazione dei materiali e la produzione di calzature in Malawi e in almeno altri due paesi africani.