Sabato 29 novembre sarà una data dal doppio valore per la provincia di Lucca: una giornata per ricordare Altero Matteoli, ma anche per riflettere sull’eredità politica e istituzionale che l’ex ministro ha lasciato nei territori a cui rimase sempre profondamente legato.
A otto anni dalla scomparsa, avvenuta a causa di un tragico incidente stradale sull’Aurelia il 18 dicembre del 2017, l”Associazione Altero Matteoli per la Libertà e il Bene Comune” ha organizzato una serie di iniziative sostenute dai comuni di Lucca, Vagli Sotto, Castelnuovo di Garfagnana e dalla Regione Toscana. Un impegno condiviso, trasversale, che testimonia un ricordo ancora vivo e la volontà di far crescere un progetto culturale stabile, forse anche con l’apertura futura di una segreteria dell’associazione a Lucca.
La conferenza di presentazione è stata l’occasione per ripercorrere la storia personale e politica di Matteoli, grazie agli interventi del sindaco di Lucca, Mario Pardini, del sindaco di Castelnuovo Garfagnana Andrea Tagliasacchi, del presidente dell’associazione Emilio Brogi, del vicepresidente Federico Matteoli e del coordinatore provinciale Marco Martinelli.
Matteoli era cittadino onorario sia di Vagli Sotto, che gli dedicherà una statua in marmo, sia di Castelnuovo di Garfagnana. Il sindaco del capoluogo lo ha ricordato come un avversario politico per cui ha sempre nutrito un rispetto istituzionale: nonostante la sua attività di parlamentare e di ministro, infatti, ha sempre dimostrato un forte attaccamento al territorio di Lucca e della Garfagnana impegnandosi anche come consigliere comunale negli anni ’80.
La giornata commemorativa, nata su richiesta dei diversi sindaci, inizierà con l’inaugurazione della statua in marmo a Vagli Sotto alle 11; successivamente, presso il Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana, avrà luogo, alle 15.30, un convegno dal titolo “Altero Matteoli e la sua Garfagnana”.
Una giornata articolata che non celebra solo una figura politica, ma un modo di intendere il servizio pubblico fondato sulla presenza, sulla concretezza e sul rapporto diretto con i cittadini, un’eredità che continua a parlare al presente.