Dopo il Ruanda, il Sud Sudan e lo Swaziland, anche il Ghana accetta di accogliere i migranti indesiderati dagli Stati Uniti. Lo ha annunciato mercoledì 10 settembre sera John Dramani Mahama, l’attuale presidente ghanese, durante una sessione di domande e risposte con la stampa.
Al microfono del corrispondente di RFI Victor Cariou, il presidente fa sapere che l’accordo ha delle condizioni: “Siamo stati contattati dagli Stati Uniti per accogliere cittadini di paesi terzi che vengono deportati dagli Stati Uniti. Abbiamo concordato con loro che saranno accettati solo cittadini dell’Africa occidentale, dato che non tutti i nostri compagni dell’Africa occidentale necessitano di visto per entrare nel nostro Paese. Anche se decidessero di venire ad Accra dagli Stati Uniti di propria iniziativa, non avrebbero comunque bisogno di visto”.
Bisogna osservare che non è la prima volta che il Ghana fa un favore all’America sotto la guida di Trump. Durante il suo primo mandato nel 2016, il capo di stato ghanese aveva già concordato con Washington di accogliere due prigionieri di Guantanamo.
Quindi: tutti gli africani provenienti da paese dell’Africa occidentale non voluti dall’America saranno espulsi verso il Ghana senza problemi.
L’accordo, secondo il presidente, è già entrato in vigore. Un primo gruppo di 14 persone è già arrivato in Ghana. Molti di loro sono nigeriani che hanno subito deciso di tornare nel proprio paese. Uno fra gli espulsi era del Gambia e le autorità ghanesi hanno dovuto contattare l’ambasciata per poter facilitare il rientro nel suo paese.
Ricordiamo che centinaia di deportazioni sono già state fatte a Panama, El Salvador e Sud Sudan, paesi dove molte persone espulse non hanno mai vissuto. Queste espulsioni, però, fanno parte di quello che il presidente degli Stati Uniti ha scelto come misura per contrastare l’immigrazione clandestina.
Tante domande, per quanto riguarda il Ghana, restano come ha osservato il giornalista Cariou: quante persone in totale il Ghana potrà accogliere? Quale è il profilo legale di persone espulse? Il Ghana sarà disposto ad accoglierle? Quale ragioni hanno potuto spingere questo paese ad approvare un tale accordo?
Il Ghana ha misurato il rischio possibile di accogliere anche criminali o terroristi nel suo territorio o l’accordo non ha posto distinzione di figure e nessuna limitazione. Se così fosse il Ghana si espone al rischio di aggravare la situazione di sicurezza precaria esistente già nella regione, quando vediamo che nel Sahel e nei paesi vicini, come la Nigeria, il problema da questo punto di vista sono già troppi e complessi.
Alcuni pensano che il Ghana abbia ceduto agli Stati Uniti per cercare di ottenere un’esenzione dai dazi doganali imposti sui suoi prodotti, attualmente del 15 per cento. Certi altri ritengono che Accra punterebbe alla revoca delle restrizioni sui visti, recentemente annunciate da Washington.
Secondo Vladimir Antwi-Danso, analista di relazioni internazionali, John Dramani Mahama sta cercando di ingraziarsi la sua controparte americana: un accordo negoziato del genere, cioè riguardante un trasferimento pacifico di persone indesiderate da uno stato all’altro, mira di sicuro all’attenzione di certi benefici per il paese ospitante.
Per il Ghana si tratta di una specie di solidarietà regionale: “Questa decisione è stata presa per alleviare i problemi dei nostri compatrioti dell’Africa occidentale. Una volta in Ghana, non sono lontani da casa e possono tornare nei loro Paesi più facilmente, oppure scegliere di rimanere in Ghana”.
Comunque, e da qualunque angolazione si guardi la cosa, si tratta di un favore alla politica razzista e discriminatoria di Trump. Ogni paese doveva rifiutare di accogliere cittadini che sono del suo territorio, almeno per complicare l’azione di un presidente che si crede Dio sulla terra.
Invece, ancora una volta, quasi tutti chinano la testa e lasciano la strada libera.
Fonti: RFI e internet