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Redazione
ANNO XIVlunedì 29 Giugno 2026
coreglia antelminelli

Aree interne, Remaschi scrive ai vertici della sanità territoriale: “Aprire un percorso di confronto permanente con i sindaci”

Aprire un percorso di confronto permanente con i Sindaci, affinché possano essere parte attiva nell’individuazione delle soluzioni alle problematiche e nella definizione delle priorità di intervento”.

Così il Sindaco del Comune di Coreglia Antelminelli Marco Remaschi che ha voluto richiamare l’attenzione dei vertici della sanità territoriale sulle criticità della medicina territoriale nelle aree interne e montane della Toscana e, in particolare, sulla progressiva difficoltà nel garantire la presenza dei medici di medicina generale che coinvolge in maniera sempre più evidente anche il territorio della Valle del Serchio.

Remaschi ha infatti scritto una lettera al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, all’Assessore Regionale al Diritto alla Salute e Sanità Monia Monni, al Presidente della Conferenza Zonale dei Sindaci della Valle del Serchio Andrea Tagliasacchi, al Direttore Generale dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest Maria Letizia Casani e alla Commissione Sanità e Politiche Sociali del Consiglio Regionale della Toscana.

Primo tema la carenza dei medici di famiglia. “Negli ultimi anni stiamo assistendo con sempre maggiore frequenza alle difficoltà nel turnover dei medici che cessano il servizio per raggiunti limiti di età – spiega il primo cittadino di Coreglia –. La situazione che si sta delineando nelle nostre comunità desta pertanto crescente preoccupazione e rischia di compromettere il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione che invece deve poter essere garantito in maniera uniforme indipendentemente dal luogo di residenza dei cittadini”.

In questo quadro, poi, si inserisce il percorso di realizzazione delle nuove Case di Comunità, individuate come uno dei principali strumenti della riorganizzazione della sanità territoriale “Pur riconoscendo l’importanza strategica di tali investimenti – sottolinea Remaschi -, occorre evidenziare come tali strutture non risultino ancora pienamente operative e come i benefici attesi siano ancora in larga parte da concretizzare”.

Da qui la riflessione più ampia sul futuro delle aree periferiche perché, a queste misure attualmente previste, sia affiancata una strategia specifica fondata su alcuni interventi prioritari. “Se vogliamo contrastare efficacemente i fenomeni di spopolamento che interessano questi territori – scrive il Sindaco –, è indispensabile continuare ad investire nei servizi essenziali che determinano la qualità della vita delle comunità locali: dal sistema dei trasporti e della mobilità al contrasto alla desertificazione commerciale, dagli investimenti infrastrutturali alla digitalizzazione dei servizi, fino all’assistenza socio-sanitaria territoriale e alla prossimità delle cure”.

Nello specifico, Remaschi chiede: un deciso potenziamento degli strumenti di telemedicina e teleassistenza; l’introduzione di incentivi – economici, organizzativi e professionali – dedicati ai medici che scelgono di operare stabilmente nelle aree interne e montane; la valutazione di modelli organizzativi innovativi che possano affiancare all’attuale sistema convenzionato la possibilità, su base volontaria, di un rapporto di lavoro dipendente per i medici di medicina generale al fine di garantire una più efficace copertura dei territori maggiormente carenti di professionisti; e infine una revisione dei criteri di assegnazione delle risorse e degli investimenti destinati alla sanità territoriale.

Sono convinto che la complessità delle sfide che interessano la sanità territoriale richieda oggi un approccio condiviso – conclude il Sindaco di Coreglia -, capace di valorizzare il contributo delle Istituzioni Locali e delle comunità direttamente coinvolte. Da parte nostra confermo la piena disponibilità a collaborare con la Regione Toscana, con l’Azienda USL Toscana Nord Ovest e con tutti i soggetti istituzionali competenti, nella convinzione che soltanto attraverso un lavoro comune sarà possibile garantire ai cittadini delle aree interne e montane il diritto ad un’assistenza sanitaria di qualità, vicina ai bisogni delle persone e capace di rappresentare un presidio fondamentale per la tenuta sociale e lo sviluppo dei nostri territori”.

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