back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVvenerdì 8 Maggio 2026
intervento

Attività Estrattive 2026, Marras: “Oggi importante giornata di confronto e condivisione”

Non solo le nuove proposte che supportano il tessuto normativo in aggiornamento, ma anche un momento di confronto su un tema rilevante per l’economia regionale e sensibile per la comunità toscana: l’attività estrattiva. Questa mattina si è svolto nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, a Firenze, il convegno su “La Toscana delle attività estrattive”, per un punto condiviso di sensibilità e apporti in fase di piena attuazione sia della legge in materia (Legge regionale 35/2015) che del Piano regionale cave. 

Il monitoraggio 2026, in questo primo anno della legislatura, è l’occasione promossa dal presidente della Regione Eugenio Giani e dall’assessore Leonardo Marras per un momento generale di confronto con enti, associazioni, forze economiche e sociali per verificare lo stato di attuazione, valutarne efficacia o esigenze di aggiornamento. Insomma, per misurare il quadro generale degli strumenti. In sala anche Brenda Barnini, presidente della II commissione (sviluppo economico e rurale) del Consiglio regionale e Gianni Lorenzetti, presidente della IV (territorio, ambiente, mobilità infrastrutture).

Soddisfatto l’assessore a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras, “perché oggi siamo riusciti a coinvolgere in una discussione attiva tutti gli attori: componenti sociali e datoriali, mondo del lavoro e ambientalista, istituzioni. Tutti hanno compreso ed accolto l’invito ad incontrarsi ogni anno per capire cosa accade nel settore, attraverso numeri e dati, i quali ci dicono che gli obiettivi di produzione sostenibile su cui si è costruita la filiera con il piano regionale delle cave sono ancora validi”. “Esiste ancora spazio – ha aggiunto – rispetto alla disponibilità di materiale, con riferimento alle varie filiere di produzione che insistono sul comparto. Tutti hanno mostrato disponibilità a collaborare, anche all’ipotesi di rivedere le regole dell’organizzazione complessiva. Su questo posso dire che abbiamo già iniziato a semplificare alcune norme, che talvolta appesantiscono il processo e impediscono di agire in modo più tempestivo, cercando di coniugare sostenibilità ambientale ed economica e sicurezza del lavoro”.

L’illustrazione di dati e riferimenti da parte della Direzione regionale competente che ha introdotto i lavori. Le attività estrattive sono regolate in Regione Toscana dalla Legge regionale 35/2015, che ha disciplinato il settore accentrando la pianificazione a livello regionale superando la frammentazione provinciale, semplificando le procedure prevedendo una disciplina speciale per il Distretto apuo-versiliese. Nel corso degli anni la legge ha avuto alcune modifiche ed aggiornamenti ed è stata attuata con l’approvazione, nel 2020, del Piano Regionale Cave, strumento di pianificazione territoriale con il quale la Regione persegue le finalità di tutela, valorizzazione, utilizzo dei materiali di cava in una prospettiva di sviluppo durevole e sostenibile, privilegiando il riuso dei materiali assimilabili. Attraverso l’individuazione dei giacimenti e degli obiettivi di produzione sostenibile per comprensori, il Piano ha determinato il quadro di riferimento per l’individuazione da parte dei Comuni delle aree estrattive ed il rilascio delle relative autorizzazioni.

Il Piano interessa 135 comuni con l’individuazione di giacimenti e giacimenti potenziali; giacimenti, comprensori e obiettivi di produzione sostenibile hanno effetto prescrittivo nei confronti degli strumenti urbanistici; la pianificazione delle aree di bacino del distretto apuo versiliese, che è in corso di attuazione con la maggioranza dei piani approvati e gli altri in fase avanzata; gli strumenti di coordinamento e ricognizione che sono stati sviluppati e affinati  anche attraverso la costituzione della banca dati, alimentata con informazioni che sono tenuti a fornire i comuni, ASL, ARPAT, Ente Parco Apuane e la Regione stessa. Dopo l’approvazione del 2020, nel 2025 è stata approvata una variante per la ridefinizione entro il 5% degli obiettivi di produzione sostenibile ed è oggetto di costante monitoraggio annuale.

Nelle scorse settimane è stata adottata una proposta di legge di modifica della legge regionale 35/2015 e portata all’attenzione del Consiglio regionale che interviene su alcune specifiche esigenze di semplificazione ed attuazione. Tra i principali aspetti che emergono vi è l’adeguamento degli strumenti urbanistici attuato da parte degli enti locali tenendo presente che in alcuni singoli casi vi sono difficoltà a definire l’accordo nell’ambito dei comprensori.

Le cave attive in Toscana sono 280, un numero leggermente diminuito nel corso degli ultimi anni e con  maggior concentrazione nella zona Apuana. La produzione estrattiva è in lieve diminuzione rispetto agli anni precedenti (2,7 milioni di mc di materiali da costruzione, 1,1 materiali industriali e 1,6 milioni di mc di materiali ornamentali) come anche gli addetti direttamente impiegati nelle imprese estrattive. In generale la media annua dei volumi estratti è inferiore agli obiettivi di produzione annua sostenibile, pari a circa il 60%, 5,5 milioni di mc di materiali estratti annualmente, la pianificazione è coerente ai fabbisogni rilevati e monitorati. Deve proseguire l’azione di controllo congiunta da parte degli enti nonché di costante monitoraggio dei vari indicatori ambientali al fine di verificare il rispetto dei parametri ambientali ed il costante rafforzamento delle condizioni di sicurezza dei lavoratori.

Fondamentale il confronto nell’ambito del convegno, così da confrontare i dati rilevati con gli enti locali,  con le aspettative e con quanto emerge dall’ascolto delle forze economiche, sociali, delle associazioni ambientaliste in modo da valutare anche le esigenze per le possibili azioni regionali sia di monitoraggio che di indirizzo per la legislatura.

Dalla homepage

Ultimi articoli in Politica