È stata depositata oggi in Consiglio Regionale la mozione congiunta di maggioranza che vede tra i firmatari Mario Puppa (PD), Vittorio Salotti (Casa Riformista). Il testo, oltre a richiedere l’immediato riconoscimento dello Stato di Emergenza Nazionale, traccia la rotta per un cambio di paradigma nella gestione dei versanti: passare dall’assistenza emergenziale al rilancio delle filiere agricole e forestali locali.
La mozione nasce dal costante raccordo con i Sindaci di San Giuliano Terme, Lucca e Capannori, che hanno garantito il presidio istituzionale durante il rogo che dal 28 aprile scorso ha devastato circa 710 ettari di territorio.
«Riparare i danni non è sufficiente: occorre cambiare strategia. Chiediamo al Governo lo Stato di Emergenza Nazionale per dare risposte immediate alle migliaia di cittadini evacuati e alla Regione chiediamo un impegno nuovo: riconoscere che la prevenzione degli incendi e del rischio idrogeologico passa solo attraverso un’economia agricola viva e radicata. Senza imprese agricole forti, filiere forestali aggregate e una gestione attiva del sottobosco, il territorio resta fragile. Il nostro obiettivo è un piano straordinario che unisca la sicurezza ambientale alla redditività del lavoro agricolo e all’innovazione tecnologica. L’incendio del Monte Faeta ci insegna ancora una volta che la lotta ai cambiamenti climatici e la prevenzione si fa anche sostenendo chi vive e lavora in montagna. Solo un territorio presidiato e produttivo può essere davvero un territorio sicuro», dichiara Mario Puppa.
L’atto, che sarà all’ordine del giorno dell’aula la prossima settimana, prevede i seguenti impegni da affidare alla giunta regionale: attivarsi nei confronti del Governo affinché: siano celermente valutate le condizioni per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale; sia valutata, mediante il necessario raccordo con le istituzioni dell’UE, la possibilità di ricorrere agli strumenti previsti dal Fondo di solidarietà dell’Unione europea per il sostegno agli interventi di ripristino e messa in sicurezza dei territori colpiti; proseguire, in tale contesto, per quanto di diretta competenza ed anche valutando la predisposizione di un piano straordinario specifico, gli investimenti e gli interventi sul territorio del lungomonte pisano e del Monte Faeta, sia con riferimento al rafforzamento delle strutture e dei presidi territoriali di protezione civile, sia per quanto concerne il sostegno alla realizzazione di opere di prevenzione, ripristino ambientale e accompagnamento alla rivitalizzazione della vegetazione nelle aree interessate, riconducendo tali interventi ad una visione organica e integrata di sviluppo territoriale, in cui la gestione forestale sia parte di un’economia agricola locale viva e produttiva e non oggetto di azioni isolate, promuovendo altresì strumenti concreti per la strutturazione e l’aggregazione delle filiere produttive locali, politiche di sostegno mirate alla redditività delle imprese agricole e investimenti nell’innovazione e nella dotazione di meccanizzazione compatibile con il contesto territoriale; proseguire, anche alla luce della crescente esposizione dei territori agli effetti dei cambiamenti climatici e dell’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi, nel percorso di consolidamento del sistema regionale antincendi boschivi, valorizzando il ruolo di tutti i soggetti coinvolti e sostenendo investimenti in mezzi, formazione, dotazioni tecnologiche e monitoraggio del territorio,orientando le politiche regionali verso una strategia strutturale e di lungo periodo; valutare, per le medesime finalità e con l’obiettivo di rendere sempre più efficace la capacità di risposta dei territori agli eventi più critici, un aggiornamento delle politiche regionali di prevenzione, manutenzione forestale, gestione del sottobosco, viabilità forestale, punti di approvvigionamento idrico e sorveglianza delle aree più vulnerabili, integrandole con politiche di sostegno alle imprese agricole e forestali, al lavoro e alle filiere produttive locali, riconoscendo che senza un’economia agricola solida e radicata le azioni di prevenzione e manutenzione risultano strutturalmente meno efficaci.