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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
intervento

Cgil: “No alla chiusura della redazione de Il Tirreno di Viareggio”

Cgil Lucca e Cgil Toscana, in un comunicato congiunto, chiedono lo stop alla chiusura della redazione di Viareggio de Il Tirreno, esprimendo la propria solidarietà ai giornalisti in sciopero.

Così Rossano Rossi, segretario generale della Cgil Toscana e Fabrizio Simonetti, segretario generale della Cgil Lucca: “Esprimiamo grande preoccupazione e ferma contrarietà di fronte alla decisione dell’editore de Il Tirreno di voler chiudere la redazione di Viareggio”.

“Si tratta di una scelta grave – affermano i due sindacalisti -, che non solo mette a rischio posti di lavoro preziosi, ma indebolisce ulteriormente il tessuto dell’informazione locale, fondamentale presidio di democrazia, partecipazione e coesione sociale nei nostri territori”.

“La chiusura della redazione di Viareggio – sottolineano – rappresenta un impoverimento culturale e civile, perché priverebbe un’intera comunità di un punto di riferimento che da decenni racconta la vita, i problemi e le speranze dei cittadini versiliesi”.

“Ci schieriamo al fianco delle giornaliste e dei giornalisti del Tirreno – dicono Rossi e Simonetti – che hanno proclamato lo sciopero e che da mesi difendono non solo i loro diritti e il loro lavoro, messi più volte sotto attacco, ma anche il diritto all’informazione dei cittadini. Rivolgiamo un appello all’editore affinché ritiri questa decisione e apra un confronto vero con il sindacato e con i lavoratori, per trovare soluzioni che garantiscano sia la sostenibilità economica sia la continuità di un’informazione radicata nel territorio,
elemento imprescindibile per la salute della nostra democrazia”.

“In Toscana non possiamo permetterci di perdere voci del pluralismo e altri presidi di libertà di stampa – concludono -. Saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in tutte le iniziative di mobilitazione che riterranno necessarie per difendere questo patrimonio collettivo e le loro condizioni di lavoro”.

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