C’è un luogo, nella provincia di Buenos Aires, dove il nome di Pieve Fosciana continua a vivere ogni giorno. Non siamo in Garfagnana, ma nel cuore delle pampas argentine. Eppure una delle principali aziende agricole della zona porta proprio quel nome, scelto per ricordare il paese dal quale ebbe inizio una storia familiare che attraversa più di un secolo e due continenti.
È la storia della famiglia Gabarini, originaria di Pieve Fosciana, che dall’Appennino toscano arrivò in Argentina costruendo nel tempo una realtà imprenditoriale di successo, senza mai recidere il legame con la terra delle proprie origini.
Le vicende della famiglia affondano le loro radici alla fine dell’Ottocento, quando Francesco Gabarini acquistò un mulino a Pieve Fosciana. La famiglia viveva già nel paese e, come molte famiglie dell’epoca, era numerosa. Il mulino passò successivamente al figlio Filiberto, noto mugnaio della zona, che lo mantenne in attività fino agli anni Novanta. Ancora oggi quell’edificio rappresenta una testimonianza concreta di una presenza familiare profondamente intrecciata con la storia della comunità locale.
Negli anni Venti del Novecento la situazione economica italiana spinse molti a cercare fortuna oltre oceano. Tra loro vi era Enrico Gabarini, che decise di lasciare la Garfagnana e affrontare il lungo viaggio in nave da Genova verso l’Argentina.
Come accadde a tanti emigranti italiani, i primi anni furono caratterizzati dal lavoro duro e dalla necessità di costruire il proprio futuro giorno dopo giorno. Enrico trovò occupazione come muratore in diverse località della provincia di Buenos Aires. Con il tempo, e con l’arrivo dei figli, la famiglia si stabilì a Salliqueló, centro agricolo dell’entroterra argentino, dove riuscì ad avviare una propria impresa nel settore delle costruzioni.
Fu però la generazione successiva a dare una svolta decisiva alla storia dei Gabarini. Tra i figli di Enrico vi era Alejandro Roberto Gabarini, conosciuto da tutti come “Beto”. Cresciuto lavorando nei campi, tra allevamento e raccolta dei cereali, maturò l’ambizione di sviluppare una propria attività imprenditoriale. Nacque così la Ganadera Salliqueló S.A., destinata a diventare nel tempo una delle realtà più solide e conosciute del territorio.
Attraversando le numerose crisi economiche che hanno segnato la storia argentina, la famiglia è riuscita a consolidare e ampliare le proprie attività. Oggi il gruppo, guidato dai figli Alessandro, Roberto e Cesare, opera nell’allevamento bovino, nella selezione di tori da riproduzione, nell’allevamento di cavalli da corsa, nelle coltivazioni agricole e nell’esportazione di carne e cereali.
Una storia di lavoro e perseveranza che ha ricevuto recentemente un importante riconoscimento internazionale. Una produzione proveniente dall’azienda di famiglia è stata premiata al Campionato Mondiale delle Carni svoltosi a Buenos Aires, manifestazione che ha visto confrontarsi prodotti provenienti da dieci Paesi e valutati da circa mille giurati tra chef, esperti e degustatori qualificati.
Per la famiglia Gabarini il premio rappresenta certamente un motivo di orgoglio, ma forse il risultato più significativo è un altro.
A oltre cento anni dalla partenza di Enrico, il rapporto con l’Italia non si è mai interrotto. Le aziende della famiglia espongono con orgoglio la bandiera italiana. La tenuta principale porta il nome di “Pieve Fosciana”. Le nuove generazioni, pur essendo nate e cresciute in Argentina, conservano viva la memoria delle proprie origini e continuano a considerare l’italianità parte integrante della loro identità.
Lo ha potuto constatare direttamente Filiberto Bertucci, legato alla famiglia da rapporti di parentela e recentemente in visita presso i Gabarini. Un viaggio che gli ha permesso di osservare come, dall’altra parte dell’Atlantico, sopravviva ancora un forte sentimento di appartenenza alle radici italiane e garfagnine.
La storia dei Gabarini ci ricorda che l’emigrazione non è soltanto un trasferimento geografico. È la capacità di portare con sé valori, memoria e tradizioni, trasmettendoli alle generazioni successive. È la dimostrazione che si può diventare pienamente parte di un nuovo Paese senza dimenticare quello da cui si proviene.
Nelle vaste pianure della provincia di Buenos Aires, dove oggi si allevano alcuni dei bovini più apprezzati al mondo, continua così a vivere anche un piccolo pezzo di Garfagnana. Un legame silenzioso ma tenace che attraversa l’oceano e il tempo, ricordandoci come le radici più profonde siano spesso quelle che riescono a spingersi più lontano.
Si ringrazia Filiberto Bertucci per la preziosa collaborazione e per le informazioni che hanno consentito di ricostruire questa significativa storia di emigrazione, lavoro e identità tra Pieve Fosciana e l’Argentina.
