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Redazione
ANNO XIVlunedì 15 Giugno 2026
intervento

Dengue e West Nile, Simonini: “Il Consorzio e la Toscana imparino dall’Emilia Romagna”

In Emilia-Romagna la prevenzione delle malattie trasmesse dalle zanzare è ormai parte integrante delle strategie territoriali di contrasto alle arbovirosi. Quando emergono casi di West Nile o Dengue, alle misure sanitarie si affiancano interventi di bonifica ambientale e riduzione dei ristagni d’acqua, nella consapevolezza che il controllo dei focolai larvali rappresenta la prima e più efficace forma di prevenzione.

Una scelta che dovrebbe far riflettere anche la Toscana secondo il consigliere Simonini. Il Consorzio 1 Toscana Nord gestisce oltre 8.000 chilometri di reticolo idraulico e dispone di risorse importanti per la manutenzione del territorio. Eppure il tema della prevenzione sanitaria collegata alla gestione delle acque continua a occupare uno spazio marginale nella programmazione consortile.

Negli ultimi anni anche la Toscana ha registrato casi di infezioni trasmesse da vettori. Di fronte a una minaccia destinata a crescere per effetto dei cambiamenti climatici e della diffusione della zanzara tigre, non basta intervenire quando il problema si manifesta: occorre agire prima, eliminando le condizioni che favoriscono la proliferazione degli insetti.

«La bonifica è nata per combattere la malaria – dichiara Simone Simonini –. Oggi il contesto è cambiato, ma la missione resta la stessa: proteggere la salute delle comunità attraverso una corretta gestione del territorio. Per questo chiediamo che il Consorzio 1 Toscana Nord introduca nei propri piani operativi specifiche attività di prevenzione sanitaria ambientale, in collaborazione con Comuni, ASL e Regione».

Secondo Simonini, una maggiore attenzione alla pulizia delle scoline, alla gestione dei ristagni e al monitoraggio delle aree più sensibili rappresenterebbe un investimento concreto nella tutela della salute pubblica.

«I cittadini pagano ogni anno il contributo di bonifica – conclude – Hanno il diritto di chiedere che quelle risorse siano utilizzate non soltanto per la manutenzione ordinaria, ma anche per prevenire rischi che incidono direttamente sulla qualità della vita e sulla salute delle persone».

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