A Corsagna esistono storie che meritano di essere raccontate non soltanto per il loro valore storico, ma anche per il messaggio che possono lasciare alle generazioni future. Una di queste riguarda la famiglia Dinucci, una delle famiglie storiche del paese, il cui patrimonio ha avuto nel tempo destini profondamente diversi.
Ho conosciuto personalmente Frediano, Brigida e Bruna Dinucci, ultimi eredi di una famiglia che possedeva importanti proprietà nella Piana di Lucca, a Borgo a Mozzano, a Corsagna e nel territorio di Bagni di Lucca. Beni costruiti e conservati nel corso delle generazioni, frutto del lavoro e dei sacrifici dei loro genitori e dei loro avi. Si tratta infatti di proprietà di terreni e immobili che non nacquero dal caso, ma da anni di impegno, rinunce e duro lavoro, portati avanti con costanza da più generazioni della famiglia.
Tra le proprietà più significative vi era la grande villa che ancora oggi tutti conoscono come Villa del Seminario, situata a Corsagna sul Colle e circondata da un ampio parco. Per decenni quella struttura ospitò i seminaristi dell’Arcidiocesi di Lucca, che vi trascorrevano periodi di vacanza estiva. Per molte generazioni di corsagnini la loro presenza divenne una consuetudine e un elemento caratteristico della vita del paese.
La villa apparteneva alla famiglia Dinucci e, non avendo eredi diretti a cui trasmettere quel patrimonio, fu donata al Seminario Arcivescovile di Lucca dal canonico don Domenico Dinucci, zio di Frediano, Brigida e Bruna. Una scelta nata dal desiderio di affidare quel bene a un’istituzione che potesse custodirlo e valorizzarlo nel tempo.
Oggi, però, chi passa da quelle parti si trova davanti a un’immagine che fa male. La villa mostra segni evidenti di abbandono, alcune strutture appaiono degradate e pericolanti, e l’intero complesso — con il suo grande parco — sembra scivolare lentamente verso la perdita della sua identità. È difficile non provare amarezza nel vedere un luogo che per anni è stato vivo, frequentato, parte della memoria del paese, ridotto a un silenzio che sa di trascuratezza.
E proprio qui emerge il primo, doloroso confronto. Da una parte c’è la Villa del Seminario, un bene prezioso affidato al Seminario Arcivescovile di Lucca, che nel tempo ha visto affievolirsi la sua cura fino a rischiare di scomparire nell’incuria. Dall’altra c’è un’altra scelta, compiuta dagli stessi eredi Dinucci, che ha preso una strada completamente diversa.
Gli eredi Dinucci erano tutti residenti in Brasile, dove avevano costruito attività e carriere benestanti. Non avendo in Italia figli o parenti diretti, venne quindi presa la decisione di lasciare le due eredità rimaste, seguendo percorsi diversi ma entrambi legati al territorio e alla solidarietà. Il lascito comprendeva appartamenti, una rimessa e diversi terreni situati a Corsagna, nel comune di Borgo a Mozzano e nel territorio di Bagni di Lucca. La vendita di parte di questi beni permise di ricavare risorse decisive per la realizzazione della Casa Famiglia per anziani.
La Misericordia di Corsagna, con l’impegno dei dirigenti e dei volontari dell’epoca, seppe trasformare quel gesto in qualcosa di concreto, vivo, utile. La Casa Famiglia, inaugurata l’11 febbraio 1995, è diventata negli anni un punto di riferimento per tante persone anziane e per le loro famiglie, continuando ancora oggi a svolgere una funzione sociale preziosa e insostituibile. Ed è proprio nel confronto tra queste due eredità che la storia assume un significato più profondo.
A Corsagna convivono due destini che parlano da soli. Da una parte una villa che, nonostante la sua bellezza e la sua storia, rischia di spegnersi lentamente nell’abbandono, come se il tempo avesse vinto sulla cura. Dall’altra un’eredità che ha preso vita, trasformandosi in un’opera sociale che continua a dare dignità, assistenza e calore umano a chi ne ha bisogno.
Non si tratta di giudicare, ma di osservare ciò che la realtà ci mette davanti con una chiarezza quasi disarmante. Un bene, se non viene custodito con continuità e visione, può perdersi. Un bene, se trasformato in servizio, può invece moltiplicare il suo valore nel tempo.
Forse è proprio questa la lezione più forte che la famiglia Dinucci lascia a Corsagna. Un’eredità non è mai soltanto fatta di case, terreni o denaro. È fatta di memoria, di sacrifici, di fiducia. E soprattutto della responsabilità di chi la riceve.
A Corsagna, oggi, questa differenza è visibile a tutti: una villa che si spegne lentamente e una Casa Famiglia che continua a vivere ogni giorno, accogliendo, assistendo, restituendo umanità.
Due donazioni, due destini. E una lezione che parla più forte del tempo stesso.