Api, biodiversità e territorio: il miele della Garfagnana racconta la valle.
In occasione di Fioriture di Primavera, in programma oggi (16) e domani (17 maggio) a San Romano in Garfagnana, La Gazzetta del Serchio ha incontrato Elio Bechelli, presidente di Apigarfagnana, associazione nata nel 2001 con l’obiettivo di salvaguardare l’apicoltura della valle e valorizzare la razza locale di api Apis mellifera ligustica. Negli anni ApiGarfagnana è diventata un punto di riferimento per decine di apicoltori del territorio, promuovendo un modello produttivo attento alla qualità, alla biodiversità e al rispetto dell’ambiente.
Il “Miele della Garfagnana” ha, inoltre, ottenuto il riconoscimento di marchio registrato dal Ministero dello Sviluppo Economico: un risultato importante che tutela un miele prodotto esclusivamente nei comuni della Garfagnana dai soci dell’associazione. Le varietà riconosciute dal disciplinare sono miele di acacia, castagno e millefiori, espressione diretta delle fioriture e del paesaggio della valle.
Durante Fioriture di Primavera, i temi delle api, delle fioriture e della biodiversità saranno protagonisti di laboratori e incontri divulgativi dedicati a bambini, famiglie e visitatori.
Cosa rende il miele della Garfagnana così legato al territorio e alle sue fioriture?
“Vivere in Garfagnana, per un apicoltore, significa anche rinunciare ad alcune grandi produzioni che in altre zone permettono di ottenere molte più varietà di miele. Però siamo fortunati: le nostre api hanno a disposizione un ambiente ricco e ancora molto naturale”.
Ci spieghi meglio
“La stagione inizia con fioriture importanti per lo sviluppo delle famiglie, come nocciolo, ontano e vetrice, fino ad arrivare al fiore che tutti ci invidiano: l’acacia. Successivamente arriva la fioritura del castagno, che completa la stagione apistica della valle. Nelle annate più favorevoli, tra acacia e castagno, riusciamo anche a produrre un po’ di millefiori. Da ricordare inoltre che il miele di acacia prodotto in Garfagnana ha ottenuto negli ultimi anni numerosi riconoscimenti sia in Italia che in Europa”.
Quanto conta oggi tutelare una produzione locale e una razza di api storicamente legata a questa valle?
“È fondamentale. Negli anni tra il 2000 e il 2020 anche molti apicoltori della nostra zona avevano introdotto razze di api regine che non avevano nulla a che fare con il territorio, con danni anche importanti. Fortunatamente oggi c’è maggiore attenzione e anche a livello di contributi viene richiesta la certificazione di Apis mellifera ligustica, che poi è la nostra ape storica, quella presente da sempre sul territorio”.
Fare apicoltura significa anche osservare i cambiamenti dell’ambiente: negli ultimi anni cosa sta cambiando maggiormente?
“Fare apicoltura vuol dire osservare continuamente le stagioni, i tempi di fioritura, i venti, le temperature: tutto quello che serve per capire come potrà andare l’annata. Quest’anno, ad esempio, abbiamo avuto una fioritura delle acacie con circa quindici giorni di anticipo. Fortunatamente però già da febbraio si vedeva una crescita molto buona delle famiglie di api, e questo si sta rivelando fondamentale per il raccolto del 2026”.
Dietro un vasetto di miele c’è un lavoro spesso poco conosciuto: cosa vorreste che le persone capissero del mondo delle api?
“Dietro ogni vasetto di miele c’è il risultato di un anno intero di lavoro, ma soprattutto c’è tutta la passione che il mondo delle api riesce a trasmettere. È un lavoro in cui non c’è niente di scontato e niente è mai uguale all’anno precedente. Le api insegnano a osservare, ad avere pazienza e a rispettare profondamente la natura”.
In un evento come “Fioriture di Primavera”, che mette insieme natura, comunità e territorio, che valore ha parlare di impollinatori e biodiversità anche ai più giovani?
“Saremo presenti a Fioriture di Primavera insieme agli altri stand del territorio per raccontare e far conoscere la Garfagnana attraverso il mondo dell’apicoltura. Con la mia azienda, Pieroni Angela, che dal 1982 si occupa di apicoltura, parleremo non solo delle fioriture e del miele, ma anche delle difficoltà che oggi le api devono affrontare. Tra queste c’è la Vespa velutina, insetto alieno molto pericoloso e invasivo, arrivato in Garfagnana nel 2022. Crediamo sia importante coinvolgere anche i più giovani, perché parlare di api significa parlare di biodiversità, ambiente e futuro del territorio”.