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Redazione
ANNO XIVvenerdì 15 Maggio 2026
lucca

I 300 anni dell’arcidiocesi di Lucca nel segno dei padri missionari Giannini e Allegrini

Un legame profondo, che da Lucca si estende fino alle terre del Sol Levante e collega la tradizione spirituale del territorio lucchese alla vocazione universale del Pontificio Istituto Missioni Estere (P.I.M.E.). È in questo solco di storia e fede che si inserisce il convegno internazionale «100 anni del P.I.M.E. e missionari lucchesi in Giappone nel XX secolo», in programma il prossimo 22 maggio a Lucca, all’Auditorium della Casa del Boia. L’evento celebrerà l’eredità umana e religiosa di figure come padre Fedele Giannini e padre Allegrino Allegrini, testimoni di un dialogo secolare tra la Toscana e il Giappone.

L’Arcidiocesi di Lucca e il P.I.M.E. nel 2026 celebrano ciascuno un importante anniversario: i trecento anni dell’erezione ad Arcidiocesi della Diocesi la prima (11 settembre 1726), il secondo i cento anni dalla nascita dell’attuale P.I.M.E. (23 maggio 1926), con la fusione del Seminario Lombardo per le Missioni Estere di Milano e il Pontificio Seminario dei Santi Apostoli Pietro e Paolo per le Missioni Estere. A collegare questi due anniversari, la ricorrenza del centenario della nascita di due sacerdoti lucchesi missionari del P.I.M.E. in Giappone. Si tratta di padre Allegrino Allegrini di Brancoli, dal 1965 al 1972 Superiore Regionale del Giappone, e padre Fedele Giannini di Castelnuovo di Garfagnana, Superiore Generale del P.I.M.E. dal 1977 al 1983. La loro esperienza rientra nel secolare impegno missionario della Chiesa di Lucca che oggi viene vissuto soprattutto in Africa e America Latina.

Per celebrare queste ricorrenze, nel contesto del progetto «Thesaurum Fidei» dedicato alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio cristiano in Giappone, l’Arcidiocesi di Lucca e l’Ufficio Beni Culturali del P.I.M.E. promuovono un progetto che si snoda da maggio 2026 a gennaio 2027.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina (15 maggio) dall’Arcivescovo di Lucca Mons. Paolo Giulietti e dalla professoressa Olimpia Niglio (coordinatori del progetto «Thesaurum Fidei») insieme a padre Daniele Mazza, Vicario Generale del P.I.M.E., e  dall’assessore alla toponomastica, Moreno Bruni, del Comune di Lucca.

Nei prossimi giorni, in preparazione al convegno internazionale, sono in programma due incontri del ciclo «Geografie sacre. Pellegrini della conoscenza». Domani (16 maggio) padre Daniele Mazza, Vicario Generale del P.I.M.E., visiterà la comunità parrocchiale di Castelnuovo di Garfagnana, città natale di padre Fedele Giannini. Il 17 maggio sarà nella comunità parrocchiale del morianese, per visitare Brancoli, luogo nativo di padre Allegrino Allegrini. I due appuntamenti permetteranno di restituire ai loro territori di origine la storia e la memoria di questi due importanti personaggi.

Venerdì 22 maggio, a partire dalle 9:30all’auditorium della Casa del Boia, si terrà il convegno con la partecipazione di docenti e ricercatori esperti, sia italiani che giapponesi, sulle tematiche storiche delle missioni in Oriente. L’iniziativa è promossa dall’Arcidiocesi di Lucca e dal P.I.M.E., con il patrocinio del Dicastero per l’Evangelizzazione (Sezione per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari), dell’Arcidiocesi di Milano, dell’Ambasciata del Giappone presso la Santa Sede, della Fondazione Italia Giappone e della Città di Lucca.

Il comitato scientifico è composto da Irene Baldriga, Università La Sapienza di Roma, Mons. Flavio Belluomini, Direttore Archivio Propaganda Fide, Sergio Palagiano, Archivista dell’Archivum Romanum Societatis Iesu, Carlo Pelliccia, Università Internazionale di Roma, Tommaso Maria Rossi, Archivio Storico Diocesano di Lucca, Davide Adreani, Archivio Generale P.I.M.E.

I lavori della sessione mattutina, in programma dalle 10:00 alle 12:45, saranno coordinati da Alberto D’Incà (Responsabile Ufficio Beni Culturali P.I.M.E.), che nel suo intervento traccerà il quadro storico e storiografico dell’Istituto nel corso del Novecento, con particolare attenzione al passaggio fondamentale del 1926 con la nascita dell’attuale P.I.M.E. L’approfondimento scientifico proseguirà con l’intervento di Carlo Pelliccia (Università degli Studi Internazionali di Roma), dedicato al complesso contesto politico e socio culturale che accompagnò il ritorno dei missionari europei in Giappone tra il XVIII e il XIX secolo. La mattinata entrerà poi nel vivo dell’attualità grazie a una serie di collegamenti in diretta dal paese del Sol Levante, a cominciare da quello con padre Ferruccio Brambillasca, già Superiore Generale del P.I.M.E., che porterà la sua testimonianza sulle sfide e le prospettive odierne della missione. In chiusura di sessione, un momento di particolare valore simbolico sarà dedicato al dialogo interreligioso con gli interventi di padre Franco Sottocornola, del monaco buddista Ven. Satoshi Ide e della missionaria saveriana Maria De Giorgi; insieme illustreranno l’attività del centro di spiritualità Shinmeizan, ricordando il profondo legame che li ha uniti alla figura del missionario lucchese padre Allegrino Allegrini.

I lavori riprenderanno nel pomeriggio, alle 14:00, con una sessione dedicata all’approfondimento scientifico e alla ricerca d’archivio coordinata da Olimpia Niglio (Università di Pavia e Arcidiocesi di Lucca). L’apertura sarà affidata a Sergio Palagiano, dell’Archivum Romanum Societatis Iesu, che inquadrerà la Missio Iaponica nel contesto del rilancio missionario dei Gesuiti negli anni Venti. A seguire, Davide Adreani (Archivio P.I.M.E.) ripercorrerà “la via della carta”, ricostruendo l’impegno dei padri Giannini e Allegrini attraverso i documenti storici, mentre Flavio Belluomini presenterà il prezioso patrimonio documentale relativo alle missioni e ai missionari del P.I.M.E. conservato all’Archivio Storico di Propaganda Fide in Vaticano. Il focus tornerà poi sulla dimensione locale con Tommaso Maria Rossi (Archivio Storico Diocesano di Lucca), per analizzare il ruolo dei missionari in Giappone all’interno della storia della Chiesa di Lucca. In chiusura, la stessa Olimpia Niglio offrirà un ritratto sintetico e umano dei due missionari lucchesi.

Il progetto delle celebrazioni prevede anche due mostre, realizzate con i documenti provenienti dagli archivi del P.I.M.E. in Giappone e in Italia, da Propaganda Fide e dalle comunità parrocchiali lucchesi. La prima si terrà a Milano tra ottobre e gennaio 2027, al Museo del Pontificio Istituto Missioni Estere di Milano ed è curata da Alberto D’Incà e dall’Ufficio Beni Culturali del P.I.M.E. A Lucca, dal 28 dicembre al 31 gennaio 2027, nella chiesa di San Cristoforo sarà allestita «100 anni del Pontificio Istituto Missioni Estere e missionari lucchesi» con un focus particolare su Allegrini e Giannini e la curatela di Olimpia Niglio e Tommaso Maria Rossi.

PADRE FEDELE GIANNINI era giunto in Giappone il 30 luglio del 1954 e qui è stato parroco della chiesa da lui istituita a Nirasaki nella prefettura di Yamanashi. Proprio all’Istituto a Nirasaki fu Superiore Generale dal 1977 al 1983. La forza della sua missione è stata quella di considerare la fede una scelta personale cosciente e vissuta in una cultura «secolarizzata» come in Occidente. Uno dei suoi segreti era la conservazione della «memoria» e la fortissima identità cristiana. Ancor oggi i cristiani che discendono dai primi «martiri» ricordano i loro «antenati» e pregano per loro. Morì il 14 gennaio del 2002 e le sue spoglie riposano nel cimitero cattolico di Fuchū-shi a Tokyo.

PADRE ALLEGRINO ALLEGRINI, ordinato sacerdote nel 1949, era giunto in Giappone il 18 febbraio 1951. Dopo un breve periodo alla missione nella prefettura di Yamanashi, si stabilì definitivamente nella prefettura di Saga sull’isola di Kyushu, dove molti suoi confratelli nei secoli precedenti avevano perso la vita in nome del cristianesimo. Allegrini ha avuto un ruolo fondamentale perché è stato il primo italiano a laurearsi in una università shintoista e tra i primi a porre le basi sul concetto di «dialogo come missione», cioè la parola come stile della missione. Come lui stesso spesso ricordava, annotando le sue origini contadine, la sua missione era quella di «coltivare» con pazienza relazioni con gli shintoisti e i buddisti e di «produrre» buoni frutti come la stima e la fiducia nei confronti della fede cristiana. Morì il 3 aprile 2006 e fu sepolto nel cimitero della parrocchia di Saga dove si trova tuttora.

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