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Redazione
ANNO XIVgiovedì 5 Novembre 2026
barga

Il 4 novembre raccontato ai ragazzi: a Barga memoria, pace e cittadinanza attiva

Dietro i nomi incisi sui monumenti c’erano ragazzi, poco più grandi degli studenti che questa mattina sedevano al Teatro dei Differenti. Giovani con sogni, affetti e progetti ai quali, in un preciso momento della storia, fu chiesto il sacrificio più grande. È partito proprio da qui il messaggio della giornata che giovedì 5 novembre Barga ha dedicato all’Unità nazionale e alle Forze armate, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni.

Il “IV novembre dei ragazzi” ha preso il via alle 10 in piazza della Vittoria con la deposizione della corona al monumento ai Caduti da parte dei Carabinieri.

Alla cerimonia erano presenti il prefetto della provincia di Lucca Cristina Favilli, la sindaca di Barga Caterina Campani, la dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Marta Castagna, il maggiore Biagio Oddo, comandante della Compagnia Carabinieri di Castelnuovo di Garfagnana, il delegato della provincia di Lucca Patrizio Andreuccetti, il consigliere regionale Vittorio Salotti, insieme alle autorità civili e militari e agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Dopo il momento commemorativo, la giornata è proseguita al Teatro dei Differenti,, dove le classi 2A e 2B della scuola secondaria di primo grado hanno aperto l’incontro con il canto, dirette da Roberta Popolani.

A prendere per prima la parola è stata la sindaca Caterina Campani, che ha rivolto un ringraziamento particolare al prefetto Cristina Favilli per aver voluto essere presente a Barga e per aver scelto di coinvolgere direttamente il mondo della scuola. “In un mondo che corre molto veloce – ha ricordato Campani – questa giornata ci chiede di fare silenzio e ricordare. Dietro le pietre dei monumenti c’erano giovani, ragazzi con amori e sogni. A loro è stato chiesto il sacrificio più grande per darci un’Italia libera”.

Il pensiero è andato in particolare ai ragazzi del ’99, chiamati al fronte giovanissimi durante la Prima guerra mondiale: “Oggi il compito di costruire la pace spetta a noi e a voi – ha detto rivolgendosi agli studenti -. Vi auguro di essere costruttori di pace e di cittadinanza attiva”.

Proprio sul ruolo della scuola nella costruzione di cittadini consapevoli si è soffermata Marta Castagna. “Sentire i ragazzi cantare con tanta partecipazione l’Inno d’Italia è stato emozionante – ha osservato -. Se lo conoscono significa che qualcuno glielo ha insegnato, ma è importante anche sapere cosa si sta cantando”.

Da qui l’invito agli studenti ad approfondire la figura di Goffredo Mameli, anche lui giovanissimo, e a non fermarsi mai alle parole senza comprenderne il significato. Il compito della scuola, ha sottolineato, è proprio quello di “creare cittadini del presente consapevoli di ciò che cantano e di ciò che vivono”.

Un concetto ripreso anche dal maggiore Biagio Oddo, che ha ricordato come i ragazzi mandati al fronte oltre un secolo fa fossero spesso poco più grandi degli studenti presenti in teatro e non sempre avessero gli strumenti per comprendere davvero ciò che stava accadendo intorno a loro.

“Oggi voi avete possibilità molto maggiori di conoscere e informarvi – ha spiegato – ma dobbiamo fare attenzione: quando abbiamo troppe informazioni e non ci prendiamo il tempo di chiederci se siano vere, rischiamo di non capire più niente e di affidarci semplicemente a chi urla di più o realizza il video più emozionante”.

Per questo, ha aggiunto Oddo, il lavoro svolto dagli studenti insieme agli insegnanti assume un valore ancora maggiore: non limitarsi a copiare una fonte, ma fermarsi, confrontarla e pensare. “Siate coraggiosi. Quando vedete anche una piccola ingiustizia non giratevi dall’altra parte. La patria siete voi”.

Anche Patrizio Andreuccetti, intervenuto in rappresentanza della Provincia di Lucca, ha scelto di partire da un ricordo personale. “La prima volta che ho sentito parlare della Prima guerra mondiale ero piccolissimo – ha raccontato – perché avevo un bisnonno del 1899 che l’aveva vissuta. Della Seconda guerra mondiale, invece, mi raccontava mio nonno, che rischiò di essere ucciso. Avevo queste due testimonianze in casa e mi raccontavano quanto fosse atroce la guerra e quanto fosse importante la pace conquistata”.

Da qui l’importanza di giornate come quella celebrata a Barga: “Siamo eredi di qualcosa che ci è stato lasciato. Il nostro compito è preservare la pace e rispettare il sacrificio di chi ha dato la propria vita, cercando di lasciare ciò che abbiamo vicino a noi migliore di come lo abbiamo trovato”.

Il consigliere regionale Vittorio Salotti ha invece ringraziato le Forze armate “che ogni giorno ci proteggono e proteggono i nostri diritti”, rivolgendosi poi direttamente ai più giovani: “La memoria storica non deve rimanere confinata nei libri – ha detto – ma deve diventare un patrimonio vivo, che ci aiuti ad affrontare le sfide di oggi e quelle che ci aspettano. Pace e democrazia non sono scontate: sono beni preziosi per i quali bisogna lavorare ogni giorno”.

Salotti ha inoltre rivolto un ringraziamento agli insegnanti per il ruolo educativo svolto quotidianamente e al prefetto per la presenza e l’attenzione dimostrate nei confronti della comunità.

Proprio Cristina Favilli ha scelto di raccontare ai ragazzi anche cosa significhi concretamente essere prefetto, avvicinando una figura istituzionale che può apparire distante alla loro quotidianità: “Esiste una grande rete di istituzioni che lavora per voi – ha spiegato -. Voi ragazzi siete anche quelli che mi danno la forza e il coraggio di essere sempre più impegnata nel mio lavoro. Dal mondo della scuola traggo spesso spunti e ispirazione”.

Il prefetto ha poi invitato a guardare alle Forze armate non come “forze di guerra”, ma come forze di difesa, impegnate ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, nella tutela della sicurezza e delle persone. “Sono uomini e donne normali, che vivono la vita di tutti i giorni ma che hanno la responsabilità di difendervi. E la difesa potete farla anche voi: quando nella vostra classe vedete un’ingiustizia e scegliete di segnalarla”.

Gli studenti sono stati quindi protagonisti della seconda parte della mattinata. Gli alunni della scuola secondaria di primo grado di Barga hanno dato lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, mentre la scuola primaria ha presentato il cartellone “Il nostro 4 novembre”, accompagnato da un pensiero rivolto alle Forze dell’ordine e dalla recitazione della poesia “La Patria”.

È intervenuto anche il sindaco dei ragazzi, che ha salutato e ringraziato le istituzioni presenti.

A chiudere la mattinata è stata infine la “Canzone del Piave”, interpretata da Roberta Popolani.

Una celebrazione che ha scelto quindi di affidare proprio ai più giovani il significato più profondo del 4 novembre: comprendere quanto fragile possa essere la pace e quanto la sua difesa passi, ogni giorno, anche attraverso piccoli gesti di responsabilità, conoscenza e coraggio.

Foto di Giulia Rapaioli

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