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Redazione
ANNO XIVgiovedì 5 Novembre 2026
borgo a mozzano

Il Giro d’Italia tornerà a Borgo a Mozzano nel 2027: una storia che parte da lontano

Anche nel 2027 Borgo a Mozzano avrà l’onore di vedere transitare sulle proprie strade il Giro d’Italia. La conferma arriva dalla presentazione ufficiale del percorso della 110ª edizione della corsa rosa, avvenuta il 3 novembre a Roma. Un appuntamento che ci offre l’occasione per ripercorrere oltre un secolo di storia del grande ciclismo nella Valle del Serchio, ricordando in particolare una giornata epocale per il nostro paese: il 25 maggio 1995, quando da Borgo a Mozzano partì una tappa del Giro d’Italia.

Il 20 maggio 2027 il Giro attraverserà Borgo a Mozzano

Giovedì 20 maggio 2027, secondo il percorso annunciato dagli organizzatori, i corridori attraverseranno Borgo a Mozzano durante la dodicesima tappa, da Montecatini Terme a Zeri, con arrivo al Passo dei Due Santi, in Lunigiana.

La frazione, lunga 173 chilometri, prevede il passaggio da Borgo a Mozzano al chilometro 37,5, per poi proseguire verso Piano della Rocca, Fornaci di Barga, Barga, Castelnuovo di Garfagnana, Camporgiano e Piazza al Serchio, prima di affrontare il Passo dei Carpinelli.

Un’altra occasione per vedere da vicino i protagonisti del ciclismo internazionale e la carovana rosa, che ogni anno richiama l’attenzione di milioni di appassionati.

Ma quante volte, nel corso degli anni, il Giro d’Italia ha interessato il nostro territorio?

Gli anni Venti: i primi passaggi in Valle del Serchio

La storia del Giro nella nostra valle comincia almeno nel 1920, quando i corridori attraversarono la Garfagnana durante la tappa Torino–Lucca, arrivando dal Passo dei Carpinelli. A vincere quella giornata fu Gaetano Belloni, che conquistò anche la classifica finale.

Nel 1925 la corsa tornò nella valle con la tappa Arenzano–Pisa, ancora attraverso il Passo dei Carpinelli e Castelnuovo di Garfagnana. Il Giro fu conquistato da Alfredo Binda.

Nel 1927 un nuovo appuntamento, con la tappa Reggio Emilia–Lucca, che raggiunse la Garfagnana attraverso il Passo delle Radici. Anche quell’anno la vittoria finale andò ad Alfredo Binda.

Per queste prime edizioni non è stato ancora possibile ricostruire con precisione tutti i tracciati stradali, per stabilire quali abbiano effettivamente interessato il territorio comunale di Borgo a Mozzano.

Gli anni Sessanta e Settanta

Nella cronologia storica consultata non figurano attraversamenti della Valle del Serchio negli anni Cinquanta, mentre il Giro tornò in Garfagnana nel 1962, durante la tappa Sestri Levante–Panicagliora, passando dal Passo dei Carpinelli. La vittoria finale andò a Franco Balmamion.

Nel 1967 la corsa attraversò nuovamente la Garfagnana, durante la tappa La Spezia–Prato, risalendo verso Castiglione e il Passo delle Radici.

Gli anni Settanta furono particolarmente importanti per il ciclismo nella nostra valle.

Nel 1971 il Giro attraversò la Garfagnana durante la tappa Forte dei Marmi–Pian del Falco, passando dal Cipollaio.

Nel 1974 la corsa arrivò al Ciocco, con una semitappa vinta dallo spagnolo José Manuel Fuente.

Nel 1975 fu organizzata la cronoscalata da Fornaci di Barga al Ciocco, vinta da Fausto Bertoglio, che avrebbe poi conquistato anche il Giro.

Nel 1976 un nuovo arrivo al Ciocco, seguito il giorno successivo dalla partenza verso Varazze.

Nel 1978 la tappa La Spezia–Cascina riportò i corridori lungo la direttrice del Passo dei Carpinelli verso Lucca.

Nel 1989 la corsa attraversò ancora la Garfagnana, durante la tappa La Spezia–Prato, vinta da Gianni Bugno.

25 maggio 1995: la storica partenza da Borgo a Mozzano

La data più significativa per il nostro paese rimane il 25 maggio 1995, quando Borgo a Mozzano ospitò la partenza ufficiale della dodicesima tappa del Giro d’Italia, diretta a Cento, in provincia di Ferrara, per un percorso di 201 chilometri.

Un evento epocale, che portò nel paese i grandi campioni del ciclismo, le squadre, i giornalisti, i mezzi dell’organizzazione e l’intera carovana rosa.

Ma dietro quella giornata di festa ci furono anche difficoltà economiche e organizzative, fino a oggi poco conosciute.

Per ricostruire quei momenti ho voluto sentire anche l’ex sindaco Gabriele Brunini, eletto il 23 aprile 1995, primo sindaco scelto direttamente dai cittadini.

«Appena insediato mi trovai a gestire una patata bollente. La precedente amministrazione, infatti, aveva concordato la partenza da Borgo a Mozzano del Giro d’Italia. Di sicuro una bella opportunità, ma che aveva un costo, richiesto dall’organizzazione del Giro, di 50 milioni di lire. La precedente amministrazione non aveva previsto nulla in bilancio, ma ormai non si poteva tornare indietro».

Come fu possibile superare quella difficoltà? È lo stesso ex primo cittadino a raccontarlo: «Affrontai la situazione convocando gli imprenditori del territorio, chiedendo loro di aiutarmi in questa evidente difficoltà, che era comunque una bella opportunità di visibilità per il territorio. Trovai ascolto e collaborazione e la tappa partì regolarmente da Borgo a Mozzano per Cento, in provincia di Ferrara».

Una testimonianza storica che permette di comprendere meglio quanto accadde in quei giorni. La partenza era stata concordata dalla precedente amministrazione, ma spettò a quella appena insediata affrontare il problema delle risorse necessarie. Secondo il racconto dell’ex sindaco, fu la disponibilità degli imprenditori locali a consentire di superare la difficoltà.

Il giorno precedente, 24 maggio, il Giro era arrivato al Ciocco, con la vittoria di Enrico Zaina nella tappa partita da Pietrasanta.

La frazione da Borgo a Mozzano a Cento si concluse con la vittoria dello slovacco Ján Svorada, mentre quell’edizione del Giro fu conquistata dallo svizzero Tony Rominger.

Dalla documentazione storica finora esaminata, quella del 25 maggio 1995 risulta essere l’unica partenza ufficiale di una tappa del Giro d’Italia maschile da Borgo a Mozzano. Una giornata straordinaria che, a distanza di oltre trent’anni, conserva un posto particolare nella storia sportiva del paese.

Il nuovo millennio: il Giro torna sulle nostre strade

Anche negli anni successivi la corsa rosa ha continuato a interessare la Valle del Serchio.

Nel 2000, nel 2004 e nel 2015 il Giro attraversò diverse località della Garfagnana e della Val di Lima, portando nuovamente i grandi campioni sulle strade del nostro territorio.

Il 16 maggio 2023 Borgo a Mozzano tornò a essere direttamente interessato dal passaggio della corsa. La decima tappa, da Scandiano a Viareggio, attraversò la Garfagnana e scese lungo la viabilità di fondovalle, passando anche nella zona del Ponte sul Serchio.

Fu una giornata caratterizzata dalla pioggia, che accompagnò i corridori lungo buona parte del percorso.

Due anni dopo, mercoledì 21 maggio 2025, un nuovo appuntamento. L’undicesima tappa, da Viareggio a Castelnovo ne’ Monti, attraversò Borgo a Mozzano, dove era previsto un traguardo volante al chilometro 46,3.

La corsa proseguì poi verso Piano della Rocca, Fornaci di Barga, Barga e Castelnuovo di Garfagnana, prima di affrontare la salita di San Pellegrino in Alpe.

La tappa fu conquistata dall’ecuadoriano Richard Carapaz, già vincitore del Giro d’Italia nel 2019.

Il 2027: un nuovo appuntamento con la storia

Il 20 maggio 2027, se il percorso annunciato sarà confermato, Borgo a Mozzano tornerà dunque a vedere sfilare i corridori del Giro d’Italia.

La ricerca negli archivi permette di individuare almeno tre appuntamenti del Giro maschile direttamente documentati nel paese: la storica partenza del 1995 e i passaggi del 2023 e del 2025. Per le edizioni più antiche rimane da completare la verifica dei tracciati originali, necessaria per stabilire il numero complessivo degli attraversamenti del territorio comunale.

Sarebbe bello che, in occasione del prossimo passaggio della corsa rosa, si potessero recuperare fotografie e testimonianze delle giornate del passato, soprattutto di quella indimenticabile partenza del 1995.

Perché il Giro d’Italia non è soltanto una grande manifestazione sportiva. È anche un pezzo della nostra memoria collettiva, fatta di strade affollate, applausi, emozioni e dell’attesa di vedere sfrecciare, magari per pochi istanti, i grandi campioni del ciclismo.

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