Oggi il Giro d’Italia racconta una storia che parte dalla Svizzera e arriva fino a Lucca. Nella sedicesima tappa, la Bellinzona-Carì, Jonas Vingegaard ha vinto ancora: quarta tappa rosa per il danese, maglia rosa sempre più salda sulle sue spalle.
Ma oggi, 26 maggio 2026, in Danimarca si festeggia anche un altro danese: re Federico X, che compie 58 anni. E proprio un re danese riporta il Giro idealmente a Lucca. Nel 1691 il principe Federico IV di Danimarca e Norvegia, fu ospite a Palazzo Pfanner; lì conobbe la nobildonna lucchese Maria Maddalena Trenta, dando vita a una storia d’amore, tormentata mai vissuta e poi consegnata alla leggenda.
È qui che il Giro diventa più di una corsa. Non è solo sport, classifica, fatica, scatto in salita. È racconto dei territori. Attraversa borghi, città, campagne, montagne; trasforma ogni strada in una pagina narrante. E la Lucchesia, anche quando la tappa è lontana, riesce a esserci: nella memoria, nei legami storici, nelle presenze come lo sponsor La Regina.
C’è però un aspetto che quasi nessuno racconta: il Giro d’Italia è anche un viaggio olfattivo. È forse l’unico grande sport che entra davvero dentro i luoghi, li attraversa a respiro aperto. Porta con sé l’odore dell’erba tagliata, dell’asfalto caldo, dei tigli, delle cucine, delle vigne, dei boschi, del mare quando si avvicina alla costa.
L’olfatto è il senso più antico: protegge, orienta, attrae, respinge, ma soprattutto ricorda. Un profumo può riaprire un’emozione più velocemente di una fotografia. E allora il Giro non va solo guardato: va respirato. Perché ogni tappa ha un paesaggio, una storia, un sapore. E anche un odore.