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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
reazioni

Il referendum non passa: le reazioni a livello locale

Cominciano ad arrivare le prime reazioni dal territorio dopo il voto del referendum che ha chiamato – nelle giornate di ieri e oggi – gli italiani ad esprimersi su cinque quesiti. Alla fine, il quorum non è stato raggiunto: l’affluenza si è fermata al 30 per cento.

Così Vittorio Fantozzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel consiglio regionale della Toscana, in una nota divulgata alla stampa: “Il 70 per cento degli italiani hanno bocciato la sinistra italiana, il campo largo, la politicizzazione del sindacato Cgil, il tentativo di arruolare nuovi votanti fra gli extracomunitari. A Lucca ancora peggio, nonostante una mobilitazione mai vista, una serie di prese di posizione discutibili, fra i quali agghiaccianti post popolati di bare per creare sensi di colpa. I cittadini hanno capito bene di cosa si trattasse, ne sono stati lontani e nonostante la sinistra e la Cgil abbiano fatto di tutto per spingere le persone alle urne, la scelta è assolutamente chiara e non discutibile. Dobbiamo augurarci che questo sonoro fallimento faccia capire alla sinistra lucchese che l’opposizione sguaiata, aggressiva, ossessiva non è condivisa dai cittadini e che si passi a una fase sicuramente più costruttiva”.

Interrogato dal giornale Mario Puppa, consigliere regionale del Partito Democratico, dichiara: si aspettava questo risultato? “C’è delusione, ovviamente, rispetto al risultato. E anche in termini di partecipazione dei cittadini ai quesiti referendari. Anche per difficoltà oggettive di comprensione“. Quali sono le ragioni, a suo avviso? “Da un lato, è stato messo poco in evidenza dai vari canali di informazione e altresì, invece, politicizzato dalla politica di destra che a mio parere, anche in modo poco consono, ha invitato a più riprese le persone ad andare al mare piuttosto che al seggio. E tutto questo stride se pensiamo a quanto i notri padri, i nostri nonni hanno lottato per raggiungere il suffragio universale in cui le donne per la prima volta hanno potuto scegliere“. Perché, secondo lei, il quesito relativo alla cittadinanza è stato il meno votato? “Soprattutto per per la scarsa informazione fornita ai cittadini; gli altri quattro temi, probabilmente, sono apparsi più fruibili a livello sociale e personale rispetto al quesito cittadinanza, inteso, forse, lontano e di difficile interpretazione. Motivo di orgoglio, invece, è che la nostra Regione detenga il primato di affluenza a livello nazionale“.

Così Michele Giannini, sindaco del comune di Fabbriche di Vergemoli ed esponente di Fratelli d’Italia: “Non stupisce la bassa affluenza al referendum in virtù di come sono strutturati ora; quindi, sul fatto che si raccoglie un numero importante di firme, ma lo strumento, a mio avviso, è abusato, in quanto, con una cadenza eccessiva, vengono proposti ai cittadini dei quesiti, oltretutto molto tecnici. In questo caso il fatto che è stato proposto un referendum che, a suo tempo, una parte dei proponenti avevano votato come parlamentari, ha determinato ancora di più l’allontanamento e la confusione dell’elettore. Troppo strumentalizzato l’uso del referendum. A questo si aggiunga il fatto che mettere insieme materiale sul lavoro e l’esigenza di accelerare l’iter per ottenere la cittadinanza, può avere allontanato ancora di più la parte degli elettori che avrebbe potuto avere interesse per un cambio sul lavoro ma non era interessata a questo tipo di referendum. Io non ho votato, quindi, perché non condividevo la modalità. Votare è importante, ma si vota anche dando un segnale di discontinuità: gli elettori, nell’arco degli anni, cercano di far capire a coloro che propongono i referendum che solo tematiche nazionali, rilevanti per tutti, riescono a raggiungere il quorum. Rimane il fatto che sono stati sprecati 400 milioni di euro”.

Raggiunto dalla Gazzetta, il primo cittadino del comune di Castiglione di Garfganana Daniele Gaspari si concede per una piccola intervista. Sindaco, si aspettava questo risultato? “Sì me lo aspettavo, anche perché solitamente non si arriva mai al quorum nei referendum, al di là del movimento politico che lo promuove“. Il referendum è stato politicizzato? “Evidentemente sì“. Perché, secondo lei, la Toscana è risultata la regione in Italia che ha raggiunto il numero di votanti più alto? “Ovviamente perché la Regione è di orientamento di sinistra“. Il quinto quesito – quello relativo alla cittadinanza – è stato il meno votato. Come se lo spiega? “Perché, a mio parere, le persone hanno avuto timori e incertezze“. E termina Gaspari: “Il sistema referendario sarebbe un ottimo strumento se avesse modalità differenti. Attualmente è solo un modo per sperperare soldi e tempo“.

Caterina Campani, sindaco del comune di Barga, commenta: “Direi che il basso afflusso ci pone davanti delle domande sulla partecipazione democratica. In questo caso anche con dei temi come quelli del lavoro molto importanti, così come la cittadinanza. Buona l’affluenza in Toscana che ci dimostra una maggiore mobilitazione e attenzione a certi temi“.

Annarita Fiori, presidente del consiglio comunale di Pieve Fosciana, risponde alle nostre domande. Si aspettava questo risultato? “Certo, era nell’aria: scarsa informazione e, ovviamente, campagna elettorale massiccia dei partiti di centro-destra“. Il referendum è stato troppo politicizzato o poco pubblicizzato? “Entrambe le cose: da un lato messo poco in rilievo, e dall’altra ha inciso l’ostruzionismo di una certa parte politica“. Che cosa pensa del fatto che la Toscana detenga il primato di affluenza? “È sicuramente un dato importante e significativo per il nostro territorio“. Perché il quesito relativo alla cittadinanza è stato il meno votato? “Evidentemente per ragioni legate un problema sociale importante, e forse di difficile interpretazione. Mi amareggia il risultato di un quorum non raggiunto. Proprio stamattina, davanti a un seggio deserto, un signore mi ha ricordato quanta miseria umana in quelli che hanno osteggiano un diritto sancito dalla costituzione“.

Così il Partito della Rifondazione Comunista, Federazione di Lucca: “Prendiamo atto della sconfitta dei 5 referendum su lavoro e cittadinanza, che abbiamo convintamente sostenuto. A perdere questo lunedì sono stati tutti i lavoratori e le lavoratrici, italiani e stranieri, che continueranno a subire una legislazione che subordina i loro interessi al profitto delle imprese, di cui sono responsabili sia il centrodestra che il centrosinistra. La propaganda della destra, orientata a difendere i privilegi della parte peggiore dell’imprenditoria di questo paese, insulta l’intelligenza degli elettori con narrazioni fantasiose sui quesiti che sarebbero “ideologici”, “su falsi problemi”, “regalare la cittadinanza” o “voluti dal PD”, tutte cose evidentemente false. Riteniamo poi la rivendicazione dei voti da parte del PD del centrosinistra, in contrapposizione a quelli raccolti dalla destra nelle elezioni nazionali e lucchesi del 2022, un errore e una mancanza di rispetto per chi ha votato per i propri diritti, non per un partito.
Ricordiamo come massimi esponenti della maggioranza PD, quali Bonaccini e Picierno, si siano espressi contrari ai referendum fin dall’inizio. Allo stesso modo, consideriamo profondamente sbagliato colpevolizzare gli elettori per l’astensione, i cui veri responsabili sono la censura e la disinformazione veicolata da gran parte dei media, e le organizzazioni della sinistra, tra cui la nostra, che mancano del radicamento necessario per raggiungere la maggioranza dei cittadini, e a volte anche della radicalità di anteporre gli interessi del lavoro a quelli dell’imprenditoria. Ringraziamo la CGIL, le associazioni e tutti coloro che si sono spesi sinceramente per promuovere i referendum. L’impegno di Rifondazione per la dignità del lavoro e il riconoscimento della cittadinanza a chi vive il nostro paese continuerà, e saremo a fianco di chiunque metterà in campo battaglie orientate a questi obbiettivi
“.

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