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Redazione
ANNO XIVmercoledì 16 Settembre 2026
kibaya

Il Senegal e la legge sull’omosessualità: quando amare diventa reato

L’omosessualità è criminalizzata ancora oggi in oltre 60 Paesi nel mondo. Nel 2001 erano quasi 100 secondo il sito Gay.it. Dal 2023 ad oggi Mauritius, Singapore, Repubblica domenicana e le Isole Cook hanno decriminalizzato i rapporti omosessuali, ma ci sono stati anche Paesi come il Mali, l’Iraq e il Burkina Faso che li hanno criminalizzati. Paesi come Afghanistan, Arabia Saudita, Iran, Emirati Arabi Uniti, Uganda, Somalia, Mauritania e Yemen vanno fino alla pena di morte.  

Sui 61 Paesi che criminalizzano l’omosessualità la metà si trovano in Africa. Anche se alcuni paesi nel mondo come Botswana, Gabon, Sudan, Bhutan, Libano, Tunisia, Sri Lanka e Guyana. La reazione più significativa in tal senso è arrivata anche da Barbados, Giamaica, Nigeria e Kenya hanno depenalizzato alcuni reati legati alla sessualità. In Europa, la decisione definitiva è stata quella di abolire il “reato di omosessualità” a Cipro del Nord nel 2014, rendendo l’Europa il primo continente al mondo a non registrare più alcun caso di reato di omosessualità.

Tornando al Senegal, mi ricordo questa frase pronunciata orgogliosamente dal Primo Ministro Ousmane Sonko il 24 febbraio scorso: “Questo è il primo disegno di legge che ho presentato personalmente.” Sonko, sotto gli applausi, si è vantato di essere stato personalmente promotore di un disegno di legge che inasprisce le pene per i rapporti omosessuali in Senegal. Il testo è adottato mercoledì 11 marzo dall’Assemblea nazionale senegalese. L’omofobia esisteva già in Senegal legalmente e ora ha solo raggiunto un livello ancora più alto, diventando una priorità del governo.

In un Paese noto per la sua tolleranza sotto molti aspetti, la repressione dell’omosessualità è emersa come una questione di grande rilevanza. Però ricordiamoci che siamo di fronte a un’epoca in cui, a livello internazionale, i politici – incapaci di ottenere risultati soddisfacenti per i propri popoli – usano l’arma della diversità per distrarre i propri popoli dai loro fallimenti. Il governo attuale del Senegal di cui fa parte Sonko è salito al potere nel 2024 con un programma basato sulla sovranità, il distacco con il vecchio e l’indipendenza vera dall’occidente. È difficile raggiungere, in poco tempo, dei risultati economici e sociali tale da fare vedere il miracolo per farsi apprezzare. Prendersela con una categoria di persone diventa un’arma molto facile e paga sempre. Lo vediamo anche qua in Italia e altrove. Chi urla contro gli stranieri, viene votato in massa. Funziona perché quando la gente sta male cerca un colpevole.

Forse per questo si osserva che dalla promulgazione della legge senegalese, le prese di posizione a livello internazionale sono state rare. Una ministra vallone, Cécile Neven, ha sospeso il finanziamento di progetti legati al clima in Senegal. A parte questa reazione, gli attori internazionali non hanno reagito. Solo alcune ONG per i diritti LGBT hanno espresso preoccupazione per l’inasprimento della legge mentre le principali organizzazioni per i diritti umani sono rimaste silenziose.

Probabilmente questo è dovuto alle relazioni già tese di molti paesi africani con l’Europa e la situazione degli Stati-Uniti dove si osserva una mancanza totale del rispetto del diritto internazionale; poi rimanere in buone relazioni con un paese che finora è l’unico rimasto democratico con una certa stabilità politica. Bisogna aggiungere che almeno 32 dei 54 paesi africani hanno leggi in vigore che vietano e puniscono le relazioni omosessuali, per cui non è una novità. La sorpresa è la recrudescenza dell’omofobia nel ventunesimo secolo, ma anche questa sorpresa è relativa con i tempi che corrono con il peggioramento ovunque di leggi che riducono sempre di più i diritti umani già conquistati a fatica.

Una cosa importante però va segnalata e riguarda la sessualità in generale in Africa. Finora è un argomento tabù. Non si esteriorizzano i sentimenti, cioè raramente si vedrà due persone – anche eterosessuali – baciarsi in pubblico. Non è tollerato e molte persone lo fanno la sera al buio in qualche angolo delle città. In questo contesto, le relazioni fra due persone dello stesso sesso non sono nemmeno contemplate e diventano per forza una deviazione proveniente dall’occidente. Eppure non ci dovrebbe essere nulla di male ad amarsi.

L’omosessualità, in generale, ha ancora tanta strada da fare purtroppo perché l’umanità è abituata alla dualità: il giorno e la notte, l’uomo e la donna, bianco e nero, ecc. Quello che dimentichiamo è che fra il giorno e la notte, per esempio, ci sono delle vie di mezzo tipo: l’alba, la tarda mattinata, il primo pomeriggio, il tardo pomeriggio, il tramonto ecc. Nella vita non è mai o uno o l’altro e basta. A livello di sessualità bisogna lavorare molto sulle mentalità africane soprattutto per ribadire che un essere umano è sempre un soggetto di diritto e nessuno va punito per quello che è. L’idea generalizzata è che l’omosessualità sia una scelta libera che va troncata e là sta lo sbaglio più grosso, con i danni che questo comporta. Molti africani affermano che la poligamia è africana e non va imposta all’occidente mentre l’omosessualità è occidentale e la si vuole imporre agli africani. L’omosessualità non un fatto di cultura, ma un’identità sessuale. Mentre nessuno nasce poligamo, tante persone nascono omosessuali, è la loro sessualità.

L’aspetto rassicurante è il fatto che leggi come quella votata in Senegal, sono anche ridicole nel senso che nessuno può controllare e punire una cosa intima e privata che si fa fra quattro mura, con le porte chiuse, da due persone maggiorenni e consenzienti. Non viene scritto sulla fronte che uno è omosessuale. Può darsi che fra quelli che hanno votato questa legge, ci sia un omosessuale ma nessuno lo saprà mai. Gli omosessuali continueranno a essere omosessuali nella clandestinità come è sempre stato in Senegal e in molti altri paesi. Ogni tanto si potrà arrestare qualcuno, metterlo in prigione ma anche dopo 10 anni uscirà sempre omosessuale. Un nero non diventa bianco perché è stato imprigionato, un uomo non diventa donna per lo stesso motivo. Un eterosessuale, se viene imprigionato perché eterosessuale, non esce omosessuale dalla prigione.

Nessuno deve essere punito perché ama. Devono andare in prigione quelli che odiano, discriminano e uccidono nelle varie guerre in giro per il mondo. L’amore diventa reato mentre molti africani stanno applaudendo i signori della guerra per partito preso.

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