back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
borgo a mozzano

In diretta da un seggio montano di 50 abitanti: San Romano, un’oasi di pace

San Romano è una piccola e graziosa frazione a 440 metri di altezza, poco sopra c’è l’ancora più minuta Motrone: siamo all’estremità del territorio comunale di Borgo a Mozzano, si arriva qua prendendo una strada montana dalla Via Ludovica, un via vai di curve che si arrampicano sulla montagna fino al piccolo nucleo abitato.

Un paese che è un’oasi di pace, alcune decine di abitanti, circa cinquanta, a cui si sommano i pochi residenti della vicina Motrone e di alcune abitazioni limitrofe. Sono tante le case disabitate, seconda residenza di chi si è trasferito altrove ma qua torna, magari, nel periodo estivo perché il legame con la terra natia qua è sempre stato forte. Da qui passano storici sentieri, il “Chemin d’Assise”, molto frequentato dai pellegrini e dai camminatori.

Il seggio elettorale è il n°5 e si trova nello stabile che un tempo ospitava la locale scuola, oggi è divenuto il centro nevralgico della comunità. Un progetto importante, finanziato con un bando GAL, che ha finanziato la nascita di una cooperativa di comunità, denominata “Cuore” che oggi gestisce diversi servizi ospitati nella struttura: una biblioteca, un emporio dove si possono acquistare beni di prima necessità, alimentari, prodotti tipici ed artigianato locale; un punto accoglienza per turisti e pellegrini con camere e servizi igienici; il circolo paesano interamente ristrutturato con una nuova cucina, un’ampia sala per cene, feste o riunioni, bar, sala tv e giochi.

Un presidente di seggio e cinque scrutatori, più due giovani carabinieri, fanno un totale di otto persone, ovvero lo stesso numero di votanti che vediamo dalle 7 del mattino alle 14. Sono 118 gli aventi diritto al voto ma una buona parte fa parte del registro dei residenti all’estero, altri hanno la residenza ma vivono altrove: parliamo di numeri minimi, che nemmeno si avvicinano ai più piccoli seggi una città di medie dimensioni. Un seggio che è pur sempre un presidio per un’area disagiata del territorio, un baluardo di democrazia in un’era storica in cui è massimo il distacco della popolazione dal voto e dalla politica. Per queste ragioni il seggio rimane, almeno per adesso.

All’interno del seggio, respiri aria di comunità in ogni angolo, in ogni oggetto: i volantini delle cene e degli eventi che si svolgeranno in paese, le targhe vinte dal locale Comitato in un concorso sul Presepio, perfino l’attestato di partecipazione ad uno storico “Palio del Maccione” organizzato venti anni fa; i libri di storia locale ordinatamente esposti nella biblioteca.

E’ davvero un piacere svolgere il ruolo di scrutatore in questa oasi di pace, lontano dai ritmi della vita quotidiana: il saluto della gente è sincero, percepisci la gentilezza di chi ci vive nel caffè che ci viene offerto, nella pizza che, tradizionalmente, ci viene preparata per la sera. Piccoli gesti ormai perduti che oggi apprezzi ancora di più.

Dalla homepage

Ultimi articoli in Politica