In un momento personale molto difficile e delicato, sono i numeri de La Gazzetta del Serchio a tirarci un po’ su di morale.
Nell’ultimo mese (1 luglio – 31 luglio 2026) il giornale ha registrato un picco record: 19 mila 964 utenti unici mensili. Un risultato straordinario. Quasi 20 mila diversi computer o dispositivi collegati alle nostre pagine in appena 31 giorni. Un dato che va letto anche nel contesto territoriale dove il quotidiano online è calato: la Valle del Serchio che, tra Garfagnana e Media Valle, conta, su per giù, 50 mila abitanti.
La Gazzetta del Serchio di oggi, non è La Gazzetta del Serchio di ieri. Ha una linea editoriale, una grafica e una squadra profondamente rinnovate. Nonostante ci tenga a mantenere una continuità con il suo passato – siamo al 14° anno di vita di una testata, ideata dall’allora direttore responsabile Aldo Grandi, che, bene o male, ha segnato il panorama dell’informazione locale ed è stata una dei primissimi (se non il primo in assoluto) esempi di giornalismo web di valle – la vita “vera” di questo nuovo corso è di appena un anno e poco più.
Per questo fa impressione il traguardo raggiunto. Un anno fa (1 luglio – 31 luglio 2025) registravamo il minimo “storico” di 8 mila 661 utenti unici, con un trend in costante calo dal lancio del nuovo sito. Già allora, però, credevamo nel valore del progetto editoriale portato avanti e nella squadra di collaboratori messa su. Quel calo, ci dicevamo, era fisiologico. Prima o poi, i lettori avrebbero compreso e apprezzato il cambio di rotta.
Ebbene, oggi eccoci qua. Non tutti i collaboratori che hanno iniziato con noi questa nuova avventura, o ne hanno condiviso importanti passi, sono poi rimasti. Per scelta loro personale, o nostra editoriale. Di quell’originario nucleo, rimangono Elisa Togneri e Giulia Rapaioli, le due punte del giornale sulle quali abbiamo deciso di investire e di puntare, che ancora mantengono intatto quel genuino entusiasmo dell’inizio e dimostrano, giorno dopo giorno, di essere vocate per questo mestiere; rimane poi Simone Pierotti, il veterano e fedele scudiero che rappresenta anche la memoria storica de La Gazzetta essendo in seno al giornale dal giorno “zero”, ovvero prima ancora del sottoscritto; rimangono infine i due fotografi Tommaso Teora e Matteo Pieroni e, a darci una mano quando c’è bisogno, l’amico Matteo Romano.
Mi sento, però, di condividere l’eccezionale risultato di questo mese anche con Giovanni Alberigi, nostro collaboratore esterno, che con i suoi numerosi e appassionati articoli contribuisce, e non poco, a rendere il giornale un punto di riferimento per tanti corsagnini e non solo. E poi con tutti i curatori delle rubriche de La Gazzetta che, a tutti gli effetti, sono collaboratori, né più né meno, degli altri, inviando alla redazione, con straordinarie precisione e frequenza, i loro contributi. Maria Tina Biagioni è il nostro riferimento per tutto quanto concerne il mondo dello spettacolo (musica, cinema, teatro); Romina Marovelli, curatrice sensoriale e sommelier, è la nostra esperta enograstronomica; Manuele Bellonzi, grazie anche ad una collaborazione con la Fondazione Paolo Cresci, porta al nostro quotidiano una preziosa testimonianza da parte dei garfagnini all’estero di oggi, di ieri e di domani; la dott.ssa Beatrice Gentilini è la nostra bussola con i suoi consigli sul benessere emotivo; il dott. Federico Rocchiccioli è, allo stesso modo, un faro con i suoi suggerimenti pratici sul benessere fisico; la scrittrice ascolana, ma coreglina nel cuore, Cinzia Troili è, come noi, un vulcano di idee e una penna sempre piacevole da leggere con le sue storie fantastiche legate al nostro territorio; la scrittrice e attivista italiana, ma di origini ivoriane-burkinabè, Clèmentine Pacmogda è la nostra finestra sull’Africa e la nostra fonte sicura sul continente tostato; e – ultima ma non ultima – Josy, la nostra corrispondente da Londra, il nostro ponte sulla Manica.
Grazie a tutti voi. E grazie, infine, a tutti gli sponsor che hanno rinnovato, per il secondo anno, il proprio sostegno: è, soprattutto, grazie a loro – e a chiunque voglia aggiungersi alla squadra dei nostri supporter – che La Gazzetta va avanti.
Perché non chiediamo un euro ai lettori, ma diamo loro un fondamentale servizio: quello di essere informati. Sempre.
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