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Redazione
ANNO XIVmercoledì 24 Giugno 2026
pescaglia

Lo Yad Vashem di Gerusalemme insignisce don Aldo Mei del titolo di “Giusto tra le Nazioni”

Don Aldo Mei ha ricevuto il titolo di «Giusto tra le Nazioni» e, a breve, il suo nome sarà inciso sul Muro d’Onore nel Giardino dei Giusti allo Yad Vashem di Gerusalemme. La comunicazione è arrivata ieri sera martedì 23 giugno, direttamente da Israele ed è firmata dal direttore del Dipartimento dei Giusti tra le Nazioni, dott. Joel Zisenwine. Lo scorso settembre, in preparazione a questo felice evento, si tennero due giornate a Lucca, a cura dell’Associazione «Bene Gratitudine e Memoria»: ora è arrivata l’ufficialità. La lettera – indirizzata al nipote del sacerdote lucchese, ucciso dalle SS il 4 agosto 1944, sugli spalti delle Mura di Lucca a Porta Elisa – così si esprime: «La Commissione per la Designazione dei Giusti ha deciso di conferire il titolo di “Giusto tra le Nazioni” al suo defunto zio, Don Aldo Mei, in riconoscimento del coraggioso aiuto che ha prestato agli ebrei durante l’Olocausto, rischiando la propria vita». Più avanti l’auspicio: «La sua eredità di coraggio e compassione sia ricordata per sempre».

«Apprendo la notizia con il cuore colmo di gioia e riconoscenza», dichiara l’arcivescovo di Lucca, mons. Paolo Giulietti. «A nome della Chiesa di Lucca, ringrazio lo Yad Vashem di Gerusalemme, che ha riconosciuto la carità di don Aldo e il bene da lui profuso nei confronti degli ebrei perseguitati durante l’orrore dell’Olocausto. Abbiamo sempre bisogno di tenere alta la lampada del bene, perché non sia dimenticato il valore assoluto della vita e della dignità di ogni persona. Questo tributo alla memoria di don Aldo, inoltre, ricorda a tutti noi che, anche nei momenti più difficili della storia, si può scegliere di non servire l’odio e di non nascondersi dietro l’indifferenza, ma di vincere il male con il bene, pagando di persona e suscitando un’umanità nuova, aperta alla fraternità universale».

Nei prossimi mesi ai familiari sarà consegnata una medaglia che sancisce ufficialmente tale riconoscimento, poi avverrà l’incisione del nome nel Giardino dei Giusti dove, tra i tanti nomi, compare già quello di un altro sacerdote lucchese, Arturo Paoli, che proprio con don Aldo Mei e insieme a molti altri sacerdoti, religiosi e laici durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell’occupazione nazista, si adoperò per il salvataggio di ebrei e dei perseguitati politici.

Breve biografia di don Aldo Mei

Don Aldo Mei (Ruota di Capannori, 3 marzo 1912 – Lucca, 4 agosto 1944), entrato in Seminario a 14 anni, ordinato sacerdote nel 1935, parroco di Fiano nel Comune di Pescaglia, è stato rastrellato dai tedeschi il 2 agosto 1944 e condotto alla Pia Casa in via Santa Chiara a Lucca. Qui, sottoposto a un sommario processo, è condannato a morte. Le accuse nei suoi confronti si possono sintetizzare nell’aver nascosto e protetto un giovane di religione ebraica; avere amministrato i sacramenti ai partigiani; essere in possesso di una radio, peraltro non funzionante. A nulla valgono gli sforzi dell’arcivescovo di Lucca, monsignor Torrini, per strappare il giovane sacerdote alla rabbia tedesca e alla voglia di rappresaglia nei confronti di una comunità percepita come sempre più distante dalle intenzioni e dai programmi degli occupanti nazifascisti.

Il 4 agosto 1944, alle ore 22, sotto gli spalti della Mura di Lucca a Porta Elisa, don Aldo Mei viene fucilato da un plotone di SS e sepolto nella fossa che egli stesso è stato costretto a scavarsi con le sue mani. Il giorno successivo, ottenuto il permesso dal Comando tedesco, verso le 10,00, la salma viene dissepolta, prelevata e traslata presso le suore Barbantini di Lucca. Presenziano don Emilio Micheli; don Giorgio Bigongiari, che poche settimane dopo sarà a sua volta ucciso dalle SS; don Arturo Paoli; don Guido Staderini; suor Margherita di San Vincenzo e don Orsetti della Misericordia.

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