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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
regionali

Marovelli (Team Vannacci): “Basta ipocrisie, il cambiamento passa dal coraggio”

“Quando in politica si levano cori di protesta, è sempre saggio chiedersi chi canta e il perché” così esordisce Alessandro Marovelli team leader del Team Vannacci “Lorenzo Nottolini Mediavalle e Garfagnana”.

“L’aria, in questi giorni di vigilia elettorale – afferma -, è satura di “ipocrisia dell’ipocrisia”. Leggiamo attacchi al vetriolo contro la Lega, sferrati con una tempistica sospetta: solo da quando il Generale Roberto Vannacci è entrato in campo, portando la sua linea anticonformista che caratterizza chi è stato abituato a gestire le situazioni delicate rinfocolando il dibattito interno ed esterno”.

“Chi sono questi “signori/e” che oggi disconoscono il partito che ha dato loro, per lungo tempo, una comoda poltrona? – si domanda Marovelli insieme ai componenti del suo Team -. Sono spesso gli stessi che, con la mano sul cuore e un sorriso a trentadue denti, avrebbero continuato a servire la Lega – con o senza i riferimenti che oggi fanno loro tanto orrore, come la citazione della X MAS, usata in modo dispregiativo proprio da chi ne ignora la storia profonda e complessa”.

“La verità cruda e lampante – prosegue Marovelli – è che se avessero avuto la garanzia di una posizione da capolista o di uno stipendio assicurato, le loro presunte “crisi di coscienza” sarebbero rimaste un sussurro inascoltato. Il gioco delle critiche facili, a distanza di sicurezza, si scontra con la realtà dei fatti: a chi ha avuto il “mal di pancia” e ha scelto di andarsene, è stata chiesta la dimostrazione sul campo, proposta rifiutata da chi oggi solleva le critiche, perché forse dovendoci mettere la faccia e correre nuovamente, i voti si sarebbero contati, distinguendo chiaramente chi il consenso lo portava e chi invece viveva di luce riflessa”.

“Sarebbe stato un gesto di coerenza e serietà nei confronti dell’elettorato – dichiara Marovelli – se avessero dimostrato il loro presunto seguito togliendosi di dosso le garanzie regionali e corressero, cercando i voti che “tutti se li devono cercare!”.

“Ma il timore – continua – è che anni di menefreghismo e denigrazione sul territorio abbiano reso il conto troppo salato, e il risultato non sarebbe stato affatto soddisfacente. È molto più semplice e meno rischioso rimanere ai margini, sperando che il partito subisca un crollo. È la tattica di chi “predica male e razzola peggio”, dimenticando di essere stato parte attiva di quel sistema (la mancanza di meritocrazia, la perdita di terreno) che oggi si affanna a condannare. Ma l’elettorato non è un giocattolo. Quando si parla di cambiamento e di chiarezza, le chiacchiere e gli slogan vuoti vengono presto smascherati”.

“Per questo – conclude il team leader Marovelli – l’appello finale è un’azione forte e decisa: il 12 e il 13 ottobre (in riferimento alle Elezioni Regionali in Toscana) il voto deve andare a chi non ha paura di lottare per un sano cambiamento e per le realtà locali. I nomi su cui puntare sono Massimiliano Simoni e Annamaria Frigo, perché il Generale, con la sua azione, sta dimostrando di essere l’unico in grado di portare un’aria nuova, senza compromessi”.

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