È ancora difficile, per me, raccontare “Nocturnalia – Storie di donne. Storie di streghe” – la drammaturgia è di Marisa Boriolo, liberamente tratta dal testo storico di Oscar Guidi “Ursolina la rossa e altre storie. Inquisitori e streghe tra Lucca e Modena nel XVI secolo” – visto che faccio parte del gruppo degli attori.
Questa è stata la terza replica dello spettacolo, al Teatro Accademico di Bagni di Lucca, inserito nel cartellone della rassegna regionale dedicata al teatro con le associazioni teatrali di ogni tipo e, soprattutto, le scuole: una kermesse giunta alla 32^ edizione, iniziata il 15 maggio e che terminerà l’8 giugno.
“Nocturnalia”, andata in scena ieri sera, è stata preceduta da una prova il giorno prima per ripassare lo spettacolo. Devo dire che eravamo tutti emozionati di riprovare, perché questo spettacolo ci è entrato dentro e, anche se erano almeno due mesi che non si riprovava, è stato bello ritrovarsi; poi è stato facile ripartire e, forse, ieri sera, anche se il palco non è grande come quello dell’Alfieri, ci siamo trovati benissimo e gli spazi erano perfetti, come i vari movimenti degli attori. Mi è sembrata una esibizione davvero buona.
Nel secondo atto siamo tutti contemporaneamente in scena, e non siamo pochi. Ci sono le “streghe” bianche, quelle buone, quelle che, purtroppo, a causa delle torture dalle varie inquisizioni subite, sono morte e raccontano la loro triste storia, accompagnate da Celeste Canali che dirige il loro coro e le accompagna con l’arpa.
In questo gruppo delle streghe bianche ci sono Lucrezia Mariani da Capannori (Chiari Landi), Ursolina la Rossa da Sasso Rosso nel Frignano (Antonella Lucii) e Mariulla da Brica di Soraggio (Ameri Chari), Aurora Santini, che accompagna i racconti con il ballo, Aurora Martinelli, Claudia Rossi, Daria Santini; e ancora le due malcapitate streghe, oggetto dell’inquisizione del tribunale di Lucca, Pulisena (Marisa Boriolo, che è appunto anche la drammaturga dell’opera) e Margherita (Valeria Gucciardo), che vengono torturate e condannate dal Podestà di Lucca e dal suo fedele collaboratore (Francesco Bargi e Mariano Giannini).
Infine ci siamo noi, i cattivi. Perché sì, ci sono anch’io. Noi, che siamo in nero e che rappresentiamo la parte peggiore, il popolo che accusa le due presunte streghe di aver fatto delle fatture e di aver usato la stregoneria: “Confessa strega” è un nostro grido (Maria Vittoria Mariani, Sara Benedetti, Alessandro Tortelli, Giuliana Valdrighi ed io). Quindi siamo in parecchi, come vi dicevo, ma ci siamo davvero sentiti come a casa, nelle nostre rispettive parti. Abbiamo in programma altre repliche in Garfagnana in estate e a Lucca, vi tengo aggiornati con la mia rubrica per le date che, al momento, sono in programmazione.
Il primo atto si svolge nella sala del Podestà, che interroga i testimoni e le due donne, le quali finiscono nella trappola che ha costruito per loro, fino ad accusarle di stregoneria. Ogni volta che qualcuno dice la parola “strega” appaiono dietro un velo le anime delle donne finite già sul rogo, per stregoneria, che si contorgono nel ricordo delle sofferenze subite.
Quacuno può dire che sono di parte – e, ovviamente, lo sono -, ma lo spettacolo è ben fatto, ben recitato, sotto la superba regia di Michela Innocenti, che è anche la direttrice dell’intera rassegna.
Se avete occasione ci sono ancora degli spettacoli in cartellone, che potete trovare nel sito della rassegna: www.rassegnateatroscuola.it.
Ieri sera, prima di “Nocturnalia”, c’è stata l’esibizione di “Orkestranta”, sempre nell’ambito della rassegna, una band che si connota negli ‘anta’ che ha proposto una serie di cover di brani, italiani, degli anni sessanta e settanta, di artisti e di gruppi storici del periodo, come i Dik Dik, Ornella Vanoni, Gino Paoli la PFM, Equipe 84, i Pooh, Anna Oxa e molti altri. Il progetto ha solo un anno di vita e i musicisti si sono definiti pensionati appasionati di rock, e sono capitanati da Lucio Ghera Paolo Pellicci e Francesco Baldasseroni. Il loro intento è quello di offrire serate musicali uniche arrichite dal racconto della storie e della vita dei musicisti che riinterpretano. E devo dire che ci sono riusciti in pieno. Se vi capitano, vi consiglio di approfittare. Questi spettacoli in cartellone sono tutti validi e meritano la visione; quelli delle scuole, poi, sono incredibili e hanno anche un intento nascosto, ma non troppo: quello di avvicinare i giovani al teatro.
Seguitemi nella mia rubrica “Il teatro è servito”, ovviamente insieme a tutto quanto fa spettacolo!
il teatro è servito

















