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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
gallicano

Ponte di Campia, dalla mobilitazione un messaggio forte e chiaro: “Senza consenso è stupro”

La consapevolezza di esserci, insieme, per difendere un principio che riguarda tutte e tutti: il diritto al libero consenso.

Stamattina, numerose donne hanno preso parte al presidio organizzato davanti al centro antiviolenza “Non ti scordar di te”, a Ponte di Campia, aderendo alla mobilitazione nazionale indetta da D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, in merito alla proposta di modifica dell’articolo 609 bis del codice penale, che interviene sul concetto di “consenso” nei reati di violenza sessuale.

Cartelli, parole e testimonianze hanno accompagnato il presidio, con un messaggio chiaro e condiviso: “Senza consenso è stupro”, frase riportata su molti dei cartelli esposti dalle partecipanti.

A spiegare le ragioni della mobilitazione è stata Maria Stella Adami, presidente del centro antiviolenza: “Abbiamo aderito con determinazione e convinzione a questa mobilitazione che è in corso attualmente in tutte le piazze d’Italia. Sono presenti associazioni che si occupano di donne e parità di genere, ma anche realtà culturali. Noi, come operatrici, sappiamo cosa significa per una donna vivere dentro le aule dei tribunali. Deve rivivere il dolore e la disperazione per far comprendere ciò che le è successo”.

Adami ha sottolineato come la proposta di modifica rischi di incidere profondamente sul significato della norma: “Questa legge viene completamente stravolta nella sua essenza. Il dover dimostrare di aver detto “no” rappresenta un’ulteriore vittimizzazione della donna. Le reazioni durante una violenza possono essere diverse. Sostituire la parola “consenso” con “dissenso” cambia completamente l’essenza della legge”.

Al centro della riflessione anche il tema della cosiddetta vittimizzazione secondaria, fenomeno che riguarda il modo in cui le donne vengono trattate dopo aver denunciato una violenza: “È qualcosa che si vive quotidianamente, non solo nelle aule di tribunale, ma anche nei media e nella società. Frasi come “te la sei cercata” o “te lo sei sposato” sono purtroppo ancora diffuse. Questo rappresenta un’ulteriore violenza e rende ancora più difficile per una donna uscire da queste situazioni. È un problema culturale, su cui dobbiamo continuare a lavorare”.

Dal presidio è arrivato anche un messaggio diretto alle donne che stanno vivendo situazioni di violenza: “Non siete sole. Esistono luoghi come il nostro, dove è possibile essere ascoltate, accolte e mai giudicate. Le operatrici dei centri antiviolenza sono volontarie, ma ricevono una formazione continua e sono professionalmente preparate per accompagnare le donne in un percorso di consapevolezza e uscita dalla violenza”.

Il presidio di Ponte di Campia si inserisce in una mobilitazione più ampia che ha coinvolto centri antiviolenza e associazioni in tutta Italia, con l’obiettivo di difendere un principio ritenuto fondamentale.

Perché il consenso è il confine tra libertà e violenza. E difenderlo significa difendere la dignità e i diritti delle donne, oggi e per il futuro.

Foto di Nicola Tognetti

Servizio di Nicola Tognetti e Elisa Togneri

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