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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
referendum

Post-referendum, gli umori della politica locale: c’è amarezza nel centro-destra

Il 58,93 per cento degli italiani si è recata alle urne, in questi due giorni, per esprimersi sul referendum confermativo costituzionale. Alla fine il “no” ha prevalso con il 53,7 per cento.

Roberto Tamagnini, presidente del consiglio comunale di Castiglione di Garfagnana ed esponente di Fratelli d’Italia, dichiara: “Il voto dei cittadini si rispetta sempre, bene la grande affluenza alle urne, resta la delusione per il risultato. Grazie a tutte quelle persone che in questi giorni sono state ai seggi, grazie ai dipendenti pubblici impegnati in questo Referendum e grazie alle nostre forze dell’ordine per l’enorme servizio che svolgono. Ci sarà tempo per capire gli errori fatti, soprattutto in comunicazione, un Referendum Costituzionale che si è trasformato in una campagna elettorale dai toni troppo spesso sopra le righe, da entrambe le parti“.

Francesco Michelotti, deputato e coordinatore regionale toscano di Fratelli d’Italia: “Prendiamo atto del risultato del referendum che ha respinto la riforma costituzionale. Proseguiremo il nostro lavoro per il bene dei toscani, certamente facendo nostra una nuova consapevolezza. Resta naturalmente un grande rammarico, perché la Nazione ha perso la grande occasione di avere un’importante riforma che l’avrebbe modernizzata, e che avevamo proposto nel nostro programma elettorale; al contempo, rispettiamo la volontà sovrana dei cittadini toscani, ribadendo che il governo andrà avanti. Dispiace che in campagna elettorale la controparte abbia spesso preferito la mistificazione invece che il confronto democratico. Noi continueremo a mettere al centro le esigenze dei toscani, tenendo fede al nostro programma. Le accuse strumentali non ci appartengono, e anche oggi cadono nel vuoto le parole fini a se stesse di chi sa solo strumentalizzare“.

Caterina Campani, sindaco del comune di Barga: “La grande affluenza è un bel segnale di democrazia, in più abbiamo osservato la forte partecipazione di molti giovani. La costituzione è la nostra ossatura e modificarla a colpi di maggioranza e con molte lacune come metodo è sbagliato“.

Gabriella Pedreschi, segretaria del Circolo PD di Castelnuovo di Garfagnana: “La vittoria del No al referendum sulla giustizia nel Comune di Castelnuovo di Garfagnana rappresenta un segnale politico e civico di grande rilievo. Con 1659 voti pari al 53,17%, il nostro Comune si colloca tra quelli della provincia di Lucca che hanno ottenuto uno dei risultati più significativi. Un dato che si accompagna a una partecipazione straordinaria: 3.153 votanti, pari al 70,31% degli aventi diritto. Una risposta che dimostra come, quando si investe nella qualità del dibattito pubblico e nella presenza reale sui territori, i cittadini rispondano con responsabilità, consapevolezza e determinazione. È la conferma della vitalità di una comunità democratica che sceglie di essere protagonista. Questo risultato è il frutto di un impegno collettivo che ha saputo parlare alle persone con serietà e rispetto. E’ nato dal lavoro di tante persone che si sono impegnate in maniera capillare sul territorio, che hanno organizzato iniziative e hanno costruito un percorso reale di informazione, confronto e consapevolezza che ha saputo parlare alle persone con serietà e rispetto“.

Il Comitato per l’Attuazione della Costituzione Valle del Serchio: “E’ stato un grande risultato, assolutamente insperato solo due mesi fa, che tuttavia ha preso progressivamente forma, man mano che è stato possibile spiegare nel merito i contenuti della riforma, dell’attacco che conteneva nei confronti degli equilibri costituzionali e della tripartizione dei poteri, al netto delle falsità e delle strumentalizzazioni da parte dei sostenitori del Sì. Nei prossimi giorni sarà possibile una analisi più approfondita del voto e delle sue conseguenze nel panorama politico. Ci sembra tuttavia di poter evidenziare alcuni punti fermi: 1) La decisa inversione di tendenza riguardo la partecipazione al voto. Si tratta indubbiamente di un importante segnale positivo per la nostra democrazia. I cittadini, quando si tratta di difendere la Costituzione, hanno dimostrato un significativo moto di passione e partecipazione. 2) Sarebbe riduttivo ricondurre il successo del No alle solite considerazioni e conseguenze politicistiche relative al cosiddetto “campo largo”, primarie e leadership dell’attuale opposizione parlamentare. Il risultato referendario evidenzia una chiara battuta d’arresto per il governo ed un ridimensionamento dell’area centrista e guerrafondaia. Sarebbe poi sbagliato non considerare che il No sul terreno della difesa della Costituzione ha saputo riattivare una parte significativa delle astensioni, inoltre che sul No è confluito l’insieme dell’elettorato della frantumata sinistra radicale. 3) Aldilà del merito della riforma, il No ha catalizzato tutti quei sentimenti di opposizione e contrasto ad una classe di governo, non solo quella italiana, che ci sta portando verso la guerra, nel mezzo di una crisi economica, finanziaria, politica e culturale senza precedenti. Ci sarà tempo anche per una analisi del voto in Valle del Serchio, dove forse le contraddizioni nello schieramento di centro sinistra sono state più forti che a livello nazionale e questo andrà sicuramente approfondito. Attuacost può dichiarare con soddisfazione che in questo caso il lavoro ha pagato. Abbiamo condotto una campagna molto intensa tra la gente, nei mercati e organizzando una serie di incontri pubblici più capillare di altri soggetti più forti ed organizzati di noi; aver tenuto 12 iniziative pubbliche in meno di un mese è sicuramente motivo di orgoglio e ci darà la forza per continuare una lotta anche in futuro per una vera attuazione della Costituzione, a cominciare dal ripudio della guerra, il cui pericolo reale è probabilmente ancora sottovalutato”.

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