Stefano Gaddi, candidato per la lista ”Noi Moderati Civici per Tomasi Presidente”, oggi vive in Versilia ma, di fatto, è garfagnino d.o.c..
Consulente per un’azienda di infissi, è molto noto nel mondo dello sport, dell’atletica come fondista e come giudice di gara, e del calcio come arbitro Figc a buoni livelli e dirigente sportivo.
“Ho iniziato ad interessarmi di politica diversi anni fa, intervenendo e collaborando con candidati politici locali, tra cui mio fratello maggiore (Gaddo Gaddi) eletto sindaco di Castelnuovo di Garfagnana. Ho deciso di candidarmi su richiesta di amici e diversi iscritti al partito di Noi Moderati Civici per Tommasi e soprattutto per provare a portare la mia esperienza e il mio carattere deciso in regione”.
Quale è l’obiettivo della lista e il suo personale?
“L’obiettivo della nostra lista rimane quello del superamento della soglia di sbarramento del 3%, un risultato che credo sia raggiungibile in quanto ci proponiamo come lista di rinnovamento, moderata con componente civica, e soprattutto senza diaspore all’interno del movimento. Personalmente ho sempre fatto politica indirettamente accanto a figure politiche più rilevanti e adesso cerco di uscire allo scoperto inserendomi in una lista moderata”.
Quali sono i temi e le criticità della Valle del Serchio?
“In questi ultimi anni, in MediaValle e in Garfagnana, è stato fatto poco su viabilità, mai migliorata se non con interventi di riparazioni dovute a frane o smottamenti. Si è troppo poco parlato e valorizzato il trasporto pubblico locale, mal gestito dalla Regione Toscana, nel disinteresse, tra servizio mancato e linea ferroviaria semi chiusa da 5 anni nel periodo estivo in Garfagnana, nonostante questo collegamento rimanga fondamentale non solo per lavoratori e studenti, ma anche ad esempio a servizio del flusso turistico. Nel settore della sanità, c’è stato uno smantellamento e impoverimento dei servizi per i pazienti e utenti, ma soprattutto per il numero insufficiente di medici in special modo nei nostri piccoli ospedali. Il tema dell’occupazione, e delle manutenzioni che rendono questo territorio sempre più demograficamente povero. Abbiamo anche problematiche legate alla disabilità e comprendono la discriminazione e l’abilismo (pregiudizi e pietismo), le barriere architettoniche e sociali, la difficoltà di accesso all’occupazione e l’autonomia economica, il rischio di povertà ed esclusione sociale, le sfide per l’integrazione e la comunicazione, e il “lavoro nascosto” che grava sulle famiglie. Abbiamo un fattore legato soprattutto all’allungamento della vita e alle conseguenti maggiori fragilità nelle persone anziane, con un impatto crescente sulla società”.
Quali proposte intendete portare avanti?
“La nostra lista non propone politiche di assistenzialismo e di confusione progettuale a salvaguardia della governance regionale esclusivamente a sperimentazione politico/nazionale. Dobbiamo lavorare per liberare tutte quelle energie che possano creare ricchezza e posti di lavoro in modo da reinvestire sul territorio le giuste risorse per rendere lo stesso appetibile e quindi nuovamente competitivo. Una sanità che sia realmente efficiente, sanando le professionalità mancanti e tagliando vertiginosamente le liste di attesa, principale problematica non solo per la cura immediata ma anche in termini di prevenzione. Sicurezza, garantendo ogni strumento possibile per combattere ogni forma di violenza e delinquenza; manutenzioni e prevenzione dei territori, e soprattutto una revisione delle aliquote regionali oggi alle stelle in virtù dell’immenso debito prodotto dall’ente. Integrazione e aiuto alle persone anziane e alle persone con disabilità, riducendo sempre più le famose barriere architettoniche, avere accessi più semplici ai servizi del territorio sia sanitari che civili e dare maggiori informazioni e indicazioni per raggiungere i servizi e agevolazioni che il sistema propone”.