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Redazione
ANNO XIVmercoledì 10 Giugno 2026
report

Toscana, nelle cooperative della sanità cinque soci su dieci sono donne

Nelle cooperative toscane della sanità cinque soci su dieci sono donne e le 15 strutture distribuite in tutta la regione offrono servizi che spaziano dalla specializzazione sanitaria a quella medica, passando per quella farmaceutica e per le mutue sanitarie. Sono i dati che emergono dall’ultimo report di Fondo Sviluppo sull’andamento 2025 di Confcooperative Toscana.

Un sistema solido e diversificato

Confcooperative Sanità Toscana conta 15 aderenti attive nel 2025, articolate in quattro tipologie: cooperative a specializzazione sanitaria (53,3%), cooperative di medici (26,7%), cooperative farmaceutiche (6,7%) e mutue sanitarie (13,3%). Tutte le dimensioni d’impresa sono rappresentate, dalla micro alla grande. Sul fronte della sostenibilità economico-finanziaria, il quadro è il più rassicurante dell’intero sistema Confcooperative toscano: il 36,4% delle Pmi è in fascia I (sicura) e il 45,5% in fascia II (solvibile), con soltanto il 18,2% in fascia di vulnerabilità e nessuna posizione di rischio o default. Inoltre, 6 addetti su 10 sono anche soci delle cooperative in cui lavorano, quota che sale a 6,5 su 10 nelle strutture a specializzazione sanitaria.

Il modello cooperativo sanitario esprime una forte vocazione al servizio territoriale, con una gamma di specializzazioni che copre l’intera filiera della salute: dalle cooperative di medici alle mutue, dalle farmacie alle strutture a specializzazione sanitaria. La dimensione prevalente è quella micro e piccola — il 47% delle aderenti rientra nella categoria micro — ma sono presenti anche realtà medie e grandi, a testimonianza di un sistema che sa crescere senza perdere il radicamento locale.

Le sfide: parità di genere e più spazio ai giovani 

Nonostante la solidità strutturale, il report segnala aree di miglioramento nella governance. Le donne — pur rappresentando quasi il 47% dei soci complessivi e la maggioranza assoluta nelle cooperative a specializzazione sanitaria (68,5%) — restano una minoranza nelle posizioni apicali: il 76,9% dei presidenti di CdA è uomo. Il ricambio generazionale è ancora limitato: nessun presidente ha meno di 35 anni, e la fascia più rappresentata è quella tra i 46 e i 65 anni, con una quota rilevante di over 66.

“I dati ci restituiscono l’immagine di una cooperazione sanitaria che in Toscana funziona e tiene, anche nei momenti di maggiore pressione sul sistema salute. Portiamo servizi essenziali nei territori, in modo capillare, stando accanto ai cittadini”, dichiara Anna Batini, presidente di Confcooperative Sanità Toscana. “Siamo capaci di coprire ambiti molto diversi — dalla medicina di base alla farmacia, dalle mutue alle strutture specializzate — con una solidità finanziaria che ci distingue nel panorama cooperativo regionale. La mutualità interna è alta e questo ci dice che chi lavora nelle nostre cooperative ci crede davvero. Siamo soddisfatti dell’ampia partecipazione femminile tra i soci, ma dobbiamo fare di più su due fronti: portare ancora più donne ai vertici e aprire le porte ai giovani, rendendoli protagonisti nelle posizioni apicali”.

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