L’amministrazione comunale di San Romano in Garfagnana desidera rispondere alla lettera inviata a La Gazzetta del Serchio da Marcella Picchi (leggi qui) relativa al progetto di co-housing avviato in paese.
“Siamo dispiaciuti del giudizio negativo della Signora Picchi sul nostro progetto di co housing avviato presso il borgo del capoluogo – esordisce l’Amministrazione -, ma la vogliamo informare circa la riapertura del bando causata dal passo indietro di due coppie che, per ragioni familiari, hanno dovuto optare per una residenza diversa”.
“Ad oggi – spiega – si sono insediati i primi ospiti che occupano tre dei cinque appartamenti in disponibilità e sono molto soddisfatti della condivisione degli spazi comuni e delle loro abitazioni. Quanto alla scelta del co-living destinato ad anziani autosufficienti, per il momento, non abbiamo ricevuto domande e valuteremo se, temporaneamente, la destinazione potrà essere rivolta ad altre categorie”.
“Ci colpisce un giudizio cosi severo – sottolinea l’Amministrazione -: una comunità che non esiste, servizi che non ci sono. Il progetto è nato e concepito, fin dalla sua origine, con la finalità di accoglienza rivolta a più categorie di utenti: anziani autosufficienti, giovani coppie, pellegrini. Ben sapevamo di non essere una realtà cittadina, e tocchiamo con mano ogni giorno le difficoltà del vivere in montagna, ma non le sfuggirà che anche nei nostri Comuni la ricerca di case in locazione non è semplice e la co-programmazione e co-progettazione che ci ha portati a costruire la proposta di accoglienza sociale ha previsto un abitare rivolto a persone disponibili alla condivisione di spazi e servizi. Una scommessa che fin dalla partecipazione al bando della Regione Toscana per la rigenerazione del borgo abbiamo condiviso e fortemente sostenuto perché crediamo nel valore delle nostre comunità e nelle opportunità che possono scaturire dall’offerta di servizi dedicati ai nuovi residenti”.
Quindi un invito. “Gentile Signora – dice l’Amministrazione – ci piacerebbe invitarla per scambiare con i nuovi residenti un po’ di impressioni e farle comprendere quale sforzo la nostra Amministrazione, come le molte altre della Valle del Serchio che stanno sperimentando progetti di co-housing adeguati ai nostri piccoli borghi, abbia messo in campo non solo per restauri e riqualificazioni ma, soprattutto, per non condannare aree come le nostre all’isolamento ed all’abbandono”.
“Riguardo ai servizi e a costruire comunità, se sarà nostra ospite, le faremo valutare quali abbiamo e quali costruiremo grazie alle disponibilità ottenute da numerosi altri progetti finanziati da Enti sovraordinati ai nostri che hanno ritenuto il nostro progetto sperimentale meritevole. Non solo come caso di studio, ma una realtà possibile” conclude.